vanity metrics

Vanity Metrics e meccanismo di riprova sociale: quando i follower non contano

Si chiamano Vanity Metrics e possono essere il tuo peggior nemico se non le conosci a fondo. Se gestisci canali social per una tua attività o per conto di uno o più clienti, è bene che tu sia informato su quali sono i valori da tenere in considerazione nel momento in cui elabori una strategia. Beh, cominciamo col dire che le Vanity Metrics non rientrano tra questi e qui ti spieghiamo perché.

Sii sincero, la prima cosa su cui cade l’occhio ogni volta che visiti un profilo Instagram o Facebook è il numero di follower o di like alle foto, giusto? Sono proprio queste le varianti che non dovresti considerare a fine mese, quando elabori report da mostrare al cliente, e il motivo è semplice: il loro valore è nullo. Qual è il contributo che 1.000 like a una foto possono portare al tuo ROI? Se un follower non si converte in cliente pagante, potrai averne milioni ma non servirà a niente.

Attenzione, non ti stiamo dicendo di ignorare totalmente like, follower, commenti e condivisioni, dato che sono comunque una buona base da cui partire. L’importante è solo non focalizzarsi totalmente su certi obiettivi anziché su altri.

Ad esempio, poniamo il caso tu abbia una pizzeria e voglia sponsorizzare tramite Instagram il tuo locale, le tue specialità e il servizio di consegna a domicilio. Di sicuro avere tanti follower non ti servirà se poi nessuno di questi viene a trovarti per assaggiare le tue pizze. I valori da tenere in considerazione sono ben altri per capire se la tua strategia social sta funzionando. Tra questi ci sono i messaggi (magari ti chiedono dove ti trovi oppure vogliono informazioni sulla tua cucina), i click sulle indicazioni stradali (forse desiderano venirti a trovare e si stanno informando sul luogo in cui ti trovi), le chiamate (per ricevere prenotazioni e ordini a domicilio) e tutto ciò che implica un’azione concreta da parte dell’utente perché realmente interessato alla tua attività.

Ora ti starai domandando: se queste sono metriche di vanità, allora cosa mi dite di Chiara Ferragni? Per l’influencer marketing c’è un discorso a parte. Di sicuro i numeri della fashion blogger sono impressionanti e lei è stata molto brava a creare un business da zero partendo da un blog e da una pagina Instagram, ma allo stesso tempo la sua forza sta nel contenuto: la sua capacità di pilotare le scelte d’acquisto degli utenti fa fatturare miliardi ad aziende di tutto il mondo. Immagina per un attimo gli insight del suo profilo: di sicuro i dati su cui soffermarsi non sono il numero di follower, i commenti e i like alle foto. Non si può dire lo stesso di Ariana Renee, influencer da 2.6 milioni di follower che non è riuscita a vendere la ridicola cifra di 36 magliette del suo brand Era tramite la piattaforma fotografica di Mark Zuckerberg. Come vedi è tutto relativo e il fatto che tu abbia migliaia di seguaci o meno sui profili social non vuol dire nulla se le conversioni stanno a zero. E tu, marketer, cosa credi che vogliano i tuoi clienti? Nient’altro che i ricavi dei loro investimenti pubblicitari.

Un’importante novità, a tal proposito, è stata introdotta da Instagram nelle ultime settimane e a breve sarà disponibile per tutti i profili: il numero di like ai post, infatti, sarà nascosto agli utenti. Spesso si è portati a lasciare un cuoricino o una reaction perché questa o quella foto ha già ottenuto un consistente numero di consensi, mentre altri contenuti simili che non hanno lo stesso appeal non ottengono lo stesso successo. Per far sì che il meccanismo della riprova sociale non diventi una lama a doppio taglio (siamo maggiormente portati a compiere azioni che conoscenti o in molti hanno già fatto, ma cosa accade quando questo sposta il focus dal contenuto?), ecco che i cervelloni di Menlo Park corrono ai ripari con questo escamotage.

Tu cosa ne pensi di questo provvedimento introdotto da Instagram e delle Vanity Metrics in generale? Raccontaci la tua esperienza nei commenti e continua a seguirci per tante novità sul digital marketing!


Digital Neuromarketing, la neuroscienza applicata nella comunicazione | Libellula Grafica Lab

Digital Neuromarketing, la neuroscienza applicata alla comunicazione

Il Digital Neuromarketing applica le scoperte neuroscientifiche alle strategie di marketing digitale, che ci consente di connetterci meglio con l'utente e generare in lui emozioni che producono maggiore soddisfazione e quindi maggiore lealtà (coinvolgimento) con i nostri marchi.
Questa disciplina presenta uno sviluppo costante e coinvolge aree come Neuro Web Design, Neuromarketing di colore e Neurocopywriting, solo per citarne alcuni.

Andiamo al sodo, cioè come applicare le Neuroscienze a una strategia di Digital Marketing di successo? Ti sveliamo i criteri vincenti:

Il cervello ama il semplice.
Distribuisci il contenuto usando un design pulito, semplice e piacevole per gli occhi. Se il tuo sito web o immagine è percepito come sovraccarico, il cervello degli utenti sarà saturo delle informazioni e andrà più veloce.

Foto di persone.
Si consiglia di utilizzare le immagini di persone i cui occhi puntano ai messaggi chiave del nostro sito Web, poiché l'occhio dell'utente tende a seguire gli occhi delle persone nelle fotografie, osservando ciò che guardano.

Colori che evocano le emozioni giuste.
Attraverso il Neuromarketing del colore, Sono stati fatti interessanti studi sulle emozioni trasmesse attraverso i colori. Ecco perché è importante assumere un professionista o fare ricerche su questo argomento prima di definire i colori giusti per il nostro marchio, sito Web e social network.

Numeri e statistiche.
Tra le molte strategie di Neurocopywriting che possono essere utilizzate per connettersi meglio con il cervello degli utenti, troverai l'uso di numeri e statistiche per attirare l'attenzione e costruire credibilità più velocemente.
Si consiglia di utilizzare una cifra numerica accompagnata da parole, che faccia risaltare il numero.

Al cervello piace il numero 3.
Le neuroscienze hanno dimostrato che il cervello è più attratto dal prendere una decisione d'acquisto quando viene presentato con 3 opzioni. Pertanto, presentare tre prodotti o tre opzioni di prezzo è sempre l'opzione migliore per connettersi con il cervello.
Se diamo molte opzioni, possiamo condurre, involontariamente, a bloccare la mancanza di decisione.

Metti alla prova il tuo cervello, usa i consigli di Libellula Grafica Lab e raccontaci il risultato.

Smart & Digital di @libellulagraficalab


5 principi fondamentali del UX design

5 principi fondamentali del UX design

Il mondo della creatività nel web si affida molto alle tendenze del momento. Ma, ironia della sorte, la definizione di "buon design" non è cambiata nel tempo. Il motivo? Si basa su qualità che sono eterne. Ecco 5 principi fondamentali seguiti da Libellula nell’UX design:

1- Riduzione: il famoso "less is more". Questo principio si può descrivere meglio con una citazione del famoso grafico Paul Rand "Il design è proporzioni e relazioni". Sul suo biglietto da visita, Paul Rand usa solo 1 carattere, 1 colore e 1 peso. Un altro esempio è la pagina di Google Maps: basta pensare a com’era prima (piena di informazioni inutili) e com'è oggi (contiene solo un campo di ricerca e la mappa).

2- Struttura: dobbiamo pensare bene alla struttura dei nostri prodotti. Pensa al wireframe* di siti web super popolari come YouTube, Facebook, Instagram. Copri il logo e prova a chiedere a qualcuno "di chi si tratta?". Li riconosceranno immediatamente perché sono tutti identificabili, possiedono una struttura intuitiva e riconoscibile.

3- Velocità: questo è già dimostrato dalla ricerca. Il tasso di abbandono dei siti web che richiedono più di 4 secondi per caricarsi è estremamente alto.

4- Economia: è un principio ricercato da ogni cliente e, quindi, adottato anche da loro. Prova a rifare un sito intero di struttura complessa usando solo 3 wireframe. Obiettivo principale: generare risparmi e velocità per il cliente e per gli utenti.

5-Integrazione: è necessario conoscere i materiali con cui lavori. Per questo principio non va trascurata l'importanza di avere qualche base di programmazione. Un design per essere completo, deve avere l'integrazione tra tutte le aree coinvolte.

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Siamo la prima generazione di designer digitali. Abbiamo una grande responsabilità.
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WIREFRAME sono illustrazioni organizzative schematiche dei contenuti presenti nel progetto che stiamo realizzando. La funzione principale dei wireframe è di comunicare l'idea del progetto, focalizzando l'attenzione sull'architettura piuttosto che il design. Rappresenta una base per il prototipo da sviluppare e rende bene l'idea della consistenza del progetto.


Body Positivity| Libellula Grafica Lab

Curvy è bello: Il fenomeno della body positivity

Non siete ancora pronti per la prova costume? Relax, da quest’anno finalmente le curve vincono sulla magrezza. Ma in una prospettiva di marketing, come reagisce il mondo della moda al vortice della body positivity?

Negli ultimi anni, i trend della moda stanno andando in una direzione di sempre maggiore inclusione, non solo in termini di corporatura, nazionalità o colore della pelle delle modelle, ma in un’ottica più ampia di accettazione dei difetti in generale. Ecco che quindi prende il via l’epoca della celebrazione delle imperfezioni in cui anche brufoli, denti storti e cellulite sono i benvenuti.
L’industria della moda sarà veramente pronta a dire addio al caro vecchio amico Photoshop?

Ebbene, la filosofia della positività del corpo è già realtà! Tantissimi brand hanno deciso di abbracciare la voce di consumatori stanchi di imbattersi in immagini irrealistiche in cui non si sentono rappresentati. Aziende come Gucci, H&M, Mac Cosmetics e Zalando stanno lanciando campagne che vedono protagoniste modelle “curvy” con tanto di smagliature in bella vista. Anche molte celebrities tra cui Chiara Ferragni, Beyonce e Serena Williams si sono dichiarate sostenitrici del movimento che insegna ad accettarsi per ciò che si è.

Come risponde il pubblico di consumatori? A giudicare da dati recenti, molto bene! In un’analisi condotta su un campione di ben 31mila persone in 63 paesi del mondo, la diversità nella moda è apprezzata e valorizzata soprattutto dalla cosiddetta generazione Z (nata tra il 1995 e il 2010). E allora pollice in su alle campagne che ci insegnano ad amarci e che ci fanno stare bene con noi stessi. 👍🏻


LOVE DEATH & ROBOTS-La Nostra Recensione

Scusate il ritardo ma siamo ancora sotto shock!

La serie antologica per adulti creata da Tim Miller e David Fincher è arrivata su Netflix circa due mesi fa, e dopo esserci immersi in un binge watching serratissimo abbiamo voluto prenderci un po' di tempo per metabolizzarla. Ora, dopo aver visto tutti gli episodi, vogliamo raccontarvi cosa ne pensiamo e perché dovreste assolutamente guardarla (NO SPOILER).

Non è la prima volta che un format del genere arriva al pubblico, ma Love Death & Robots ne ha completamente riscritto le regole. Il risultato dei 18 cortometraggi dallo stile cyberpunk è un mix di scene violentissime, sesso esplicito, momenti bizzarri e black humor. Il senso di stordimento è tra i possibili effetti collaterali alla fine di ogni episodio. Il filo conduttore della serie è quello di riuscire a trattare tematiche scottanti e controverse che fanno parte della nostra società, cultura e quotidianità. Progresso tecnologico, emancipazione femminile, cambiamento climatico, società patriarchale, il conflittuale rapporto uomo-macchina; si servono dell’animazione come format capace di rendere la comunicazione efficace, tagliente e precisa, pronta ad urtare la sensibilità dello spettatore e andare dritta al punto senza peli sulla lingua.

L’opera è stata definita dagli stessi autori: “facile da guardare, difficile da dimenticare”. Noi sicuramente non la dimenticheremo, anzi questo capolavoro sarà fonte oltre che di riflessione, di grande ispirazione per le nostre menti creative.


100 anni di Bauhaus, le origini del design contemporaneo

Il 2019 è un anno di festa per il design in tutto il mondo.

La Bauhaus, scuola di architettura, arte e design, punto di riferimento di ogni movimento d’innovazione sorto durante il XX secolo, compie 100 anni ed è grande festa a Berlino e nel cuore di ogni designer in ogni angolo del pianeta. La famosa scuola fondata dall’architetto Walter Gropious nel 1919, che assieme a Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Ludwig Mies van der Rohe, è ricordato come uno dei maestri del Movimento Moderno in architettura, oggi continua a fornire importanti stimoli per risolvere questioni attuali.

Il termine Bauhaus richiamava la parola medievale Bauhütte, indicante la loggia dei muratori, quindi una volta ancora è stata la massoneria a ispirare in forma diretta o indiretta gli schemi e le tendenze che hanno cambiato il corso della storia della tecnologia e cultura, le luci che hanno determinato i passi avanti della nostra società.

Questa grande impresa iniziata da Gropious ha coinvolto i più importanti accademici ideatori e custodi dell’avanguardia della prima metà del secolo XX, studiosi della proporzione, della creatività al servizio della funzione, costituendosi come la culla dell’intramontabile design moderno e lasciando una forte impronta in tutto ciò che ci circonda.

In occasione del centenario della Bauhaus brand famosi e gruppi di creativi si sono sbizzarriti omaggiando gli iconici tratti rivoluzionari di Gropious: è il caso del progetto “Haus work” ideato dalla piattaforma internazionale “99designs”, in cui simboli e marchi come Netflix, Adidas, Apple, Google, Lego, ecc., sono stati rielaborati in stile Bauhaus. Anche Google non è stato da meno, col suo doodle ad hoc.

 

Non ci resta che assistere a questa importante celebrazione perciò, cari designer, vi abbiamo preparato un elenco con alcuni dei più importanti che si terranno a Berlino e in giro per il mondo:

BAUHAUS IMAGINISTA — SAN PAOLO / BERLINO

dal 15 marzo al 10 giugno 2019.

bauhaus-imaginista.org

 

TRIENNALE DER MODERNE — WEIMAR, DESSAU, BERLINO

Dal 16 settembre 2019 al 13 ottobre 2019

triennale-der-moderne.de

 

NUOVO MUSEO DEL BAUHAUS — DESSAU

8 settembre 2019

bauhaus-dessau.de

 

BAUHAUS ORIGINAL — BERLINO

6 settembre 2019 – 27 gennaio 2020

berlinischegalerie.de

 

PIONEERS OF A NEW WORLD — ROTTERDAM

Dal 9 febbraio 2019 al 26 maggio 2019

boijmans.pr.co.

 

WHERE IS THE TYPOGRAPHIC DEVELOPMENT GOING? — BERLINO

Dal 30 agosto al 15 settembre 2019

smb.museum

 

GRAND TOUR OF MODERNITY — GERMANIA

Il programma completo su
grandtourdermoderne.de

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Sayrel Silva
Art Director

 


Fare social media marketing nel 2019: funziona ancora?

Social media management, social editing, social advertising... se le pronunci per tre volte appare Zuckerberg nel tuo pc! Scherziamo, o meglio ci piacerebbe, così potremmo chiedergli come fare a sfruttare Facebook&co. per vendere, vendere e solo vendere. In realtà la maniera c'è, ma passa per un complesso discorso di relazione, fidelizzazione, uso dei contenuti giusti, scelta di una strategia, allocazione del budget... insomma un bel po' di roba di marketing.

Spesso viene chiesto agli addetti ai lavori di questo settore se è veramente necessario integrare una strategia social nella più ampia strategia di marketing, in parole povere se Facebook e Instagram servono ancora a vendere o se sono mai serviti a questo scopo. La risposta è chiaramente: sì, lo fanno ancora e lo hanno sempre fatto. Ma non in modo convenzionale, diretto, click&buy (clicca e acquista, in pratica).

Perché sì, esistono degli strumenti che ti consentono di acquistare con un click, ma questa fase è solo il punto d'arrivo di un percorso più lungo, articolato in diversi step che portano l'utente a diventare cliente. Vuoi saperne di più? Partiamo dalle basi.

Social media marketing: cos'è?

Il social media marketing (conosciuto anche con l’acronimo smm) è quell'insieme di strategie di marketing pensate su misura per le piattaforme social, attraverso cui aziende e brand mirano a promuovere i propri prodotti o servizi, raggiungere nuovi clienti o coinvolgere di più quelli attuali e, non ultimo, costruire e diffondere la propria immagine e i propri valori.

Gli obiettivi della social media strategy sono dunque molteplici: fare brand awareness, fidelizzare i propri clienti creando una community, facendo customer care, intrattenere, informare e infine… vendere. Tutto dipende dalla tipologia del tuo business. Ad ogni business un obiettivo e per ogni obiettivo c’è una strategia e uno strumento social ad hoc.

Perché affidarsi ad un'agenzia di comunicazione

Essere presente attraverso i Social Media è diventata quindi una necessità imprescindibile per un’azienda. Bisogna essere lì dove sono i tuoi clienti e non c’è luogo più popolato del web. Ma fare marketing sui social in maniera efficace vuol dire una sola cosa: affidarsi ad una Web Agency in grado di pianificare e sviluppare strategie di Social Media Marketing personalizzate, con strumenti e tecnologie all'avanguardia. Mai improvvisarsi! Perché una manciata di likes non farà certo crescere il tuo business.

Ottimizza la tua web reputation

Una seria agenzia di comunicazione, dopo un’attenta analisi del settore, dei trend topics e delle caratteristiche del target, individua per ogni azienda i canali e gli strumenti migliori per promuoversi, raccontarsi e dialogare con i propri clienti, costruendo un rapporto di fiducia, affinché la presenza online del tuo brand non sia solo d’immagine ma garantisca risultati concreti e misurabili.

Content is King

I social sono un luogo di relazioni e le relazioni, si sa, non nascono in un attimo. Ci vuole costanza, pazienza e… tanta sostanza. Non devi solo esserci ma avere qualcosa da dire e, soprattutto, dirlo per bene (se non alla grande). Altrimenti gli utenti ti abbandonano e cambiano compagnia. Per questo la punta di diamante di una buona strategia è la scelta del contenuto giusto, del tone of voice adeguato, del ritmo e dei tempi che riescono ad imprimere il tuo messaggio per bene nella testa dei consumatori.

Ogni Social Network ha potenzialità e linguaggi differenti: un social media manager lo sa bene, per questo studia strategie di content editing specifiche per ciascuna piattaforma (Facebook, Linkedin, Pinterest, Instragram, Google My Business ecc.).

I social network ieri e oggi: cosa è cambiato?

Ma come siamo arrivati a tutto ciò? Facciamo un piccolo passo indietro: "Correva l'anno 2004 e uno studente di Harvard creò un social network per un progetto universitario..." no, ancora più indietro. I social network esistono da quando esiste Internet.  Ciò che non è chiaro a tutti è che c'è stato un momento in cui questi sono diventati dei veri e propri Paid Media (dei canali pubblicitari a pagamento).

Nati come luogo digitale per connettersi con la propria cerchia di conoscenti (o trovarne di nuovi) i social network agli albori erano più una sorta di vetrina della nostra vita, della nostra personalità, delle nostre relazioni. Un luogo dove raccontare agli altri la migliore versione di sé, un’enorme banca dati in cui confluiscono non solo i nostri dati anagrafici ma tutti i nostri interessi, le nostre passioni e desideri.

Tutto questo potenziale, naturalmente, non è passato inosservato. Gli interlocutori del tuo brand si trovano sui social network, è li che parlano di te, ti cercano ed è li che tu devi essere. Il vantaggio di fare pubblicità sui social è sotto gli occhi di tutti: puoi raggiungere il tuo pubblico specifico in tempo reale ottimizzando i costi e massimizzando i risultati. Ci stai ancora pensando?


Easter Egg: cosa sono e perché sono così amate nel web marketing

Il fenomeno delle easter egg: una chicca da nerd o uno strumento di marketing? Scopriamolo insieme.

Easter Egg letteralmente significa “uovo di pasqua”.In informatica si traduce invece in un contenuto bizzarro ed innocuo, che i progettisti o gli sviluppatori di un prodotto, specialmente software, nascondono nel prodotto stesso.

Il primo Easter egg della storia lo troviamo nel videogame Adventure, del 1979 prodotto dalla Atari. Da quel momento le easter egg sono comparse nei software e nei videogiochi più svariati senza un ruolo specifico, spesso rappresentavano la firma dei programmatori o venivano inseriti semplicemente per “gioco”.

Oggi la caccia alle “uova di pasqua” non è più così casuale, anzi è diventata una vera e propria leva di web marketing per i grandi brand. Ecco svelati i benefici di queste divertenti e preziose uova pasquali:

• Perché sono virali: (è come un segreto che vuoi raccontare ai tuoi amici, le uova di Pasqua fanno parlare la gente)
• Perché umanizzano il tuo marchio: le uova di Pasqua sono divertenti. Possono produrre un effetto "WOW!" E la gente ama l'effetto "WOW".
• Perché aumenta il traffico del sito web: Con il potere del "passaparola".
• Perché aumenta il coinvolgimento degli utenti: Le persone adoreranno il tuo marchio e lo ricorderanno come un personaggio divertente.

Curiosi vero? Prendetevi qualche minuto di svago e andate alla ricerca dei migliori easter egg sparsi qua e là per la rete:

-VOGUE Raptor: andando su vogue.co.uk e digitando Su su giù giù sinistra destra sinistra destra B A, apparià un veloci raptor;

-T-RexRun: la noia più grande è quando non va internet. Ma se si gira con Chrome si può giocare a Trex-run, un gioco run-and-jump con protagonista un trex in 8bit;

-Quack: Andando sulla home di Amazon ed entrando nel codice, si può trovare una papera che fa Meow
<!-- _
.__(.)< (MEOW)
\___)
~~~~~~~~~~~~~~~~~~-->

Su Google poi ce ne sono davvero tante. Ecco le migliori:

* scrivere zerg rush nella ricerca;
* text adventure, solo per intenditori dei giochi testuali. impostando la lingua inglese su google, cercando Text Adventure, entrando nela schermata console della finestra strumenti, Google ti chiederà "Would you like to play a game? (yes/no)"

 

 

 

 

Ma il nostro Easter Egg lo hai notato? :P


Digital Trends 2019

Digital Trends: Cosa Dobbiamo Aspettarci nel 2019

Il 2019 è appena iniziato ma il settore digital è già in pieno fermento.

Le novità in pentola sono tante: lato SEO, social e web quest'anno promette importanti passi in avanti e cambiamenti decisivi.

Tra i trends più caldi ci sono sicuramente l'implementazione dell'IA in svariati settori della comunicazione digitale e una spinta maggiore verso l'user experience, sempre più ottimizzata.

Ma vediamo nel dettaglio i principali trends digital del 2019.

SEO
Nel 2019 e negli anni a seguire, diventa cruciale la ricerca attraverso query vocali. Comode, intuitive, veloci. Ma per chi fa SEO questa svolta rappresenta una bella sfida. Innanzitutto il linguaggio si semplifica, diventa diretto. Largo a frasi brevi, lessico quotidiano, liste puntate. L'analisi delle keyword per andare incontro agli interessi e alle richieste del target diventa di centrale importanza più che mai. Bisogna intercettare il linguaggio degli utenti e replicarlo.

Visual Search
Molto più di Google Lens. Immagino consoci già quella funzione della ricerca Google che ti fa sostituire la query digitata a mano con un’immagine. Bene, siamo andati oltre.
Oggi è possibile scattare una foto ad un oggetto che vedi per strada e inviarla a Google, che la analizza e ti da un risultato di ricerca.

AI e BOT
L'intelligenza artificiale invaderà sempre più gli strumenti digitali che conosciamo. Un esempio immediato è l'uso massiccio dei BOT che sta dilagando ovunque e che risulta utilissimo soprattutto sui social network. Basti pensare alle chatbot, le conversazioni su Messenger gestite da un bot appunto, in alcuni casi così raffinate da simulare alla perfezione l'interazione umana, con una vasta gamma di risposte e articolazioni della conversazione. Anche i programmi di crescita follower su Instagram sono gestiti da sistemi automatizzati che permettono alle pagine di aumentare il numero dei propri follower andando a pescare quelli di profili simili. Ma c'è un ma. Gli algoritmi dei social stanno facendo la guerra ai bot a favore di più interazioni "umane". La tecnologia sta lavorando proprio in quella direzione, cercando di rendere le interazioni dei bot sempre più reali.

WhatsApp, arriva la password in chat
Per venire incontro alle sempre maggiori richieste di protezione della privacy degli utenti, WhatsApp sta lavorando ad un upgrade molto importante: protezione grazie all’arrivo di una password. Gli utenti potranno infatti proteggere le loro conversazioni attraverso una speciale password.

Reinforcement learning
Google sta testando un nuovo algoritmo già definito l'algoritmo del futuro. Si tratta di un sistema di apprendimento che riformula la query dell'utente, ponendo al motore di ricerca tante domande e scegliendo le risposte migliori tra una serie di risposte. Questo nuovo sistema metterà in discussione l'algoritmo di ranking, che in questo modo non sarà più il decisore di quali siti saranno tra i primi dieci.

Elvia Puglisi
Social&Digital Strategist


Contest di Design 2019

I Migliori Contest di Design del 2019

Il 2019 ha in serbo grandi opportunità, sopratutto per i giovani creativi.

Metti alla prova il tuo estro e partecipa con le tue originali proposte in questi contest di design che abbiamo individuato per stuzzicare la tua fantasia, la tua voglia di fare e per trarre profitto del tuo talento.

Importanti aziende sono alla ricerca di idee fresche e innovative. Potrebbero essere le tue! Ecco i contest:

#1 Rio Mare Packaging Award
Desall, piattaforma open innovation dedicata al mondo del design e dell’innovazione e Bolton Food, società che produce e commercializza conserve ittiche presenti in più di 45 paesi nel mondo con i marchi Rio Mare, Palmera e Saupiquet, vi invitano a progettare un nuovo packaging per una linea di piatti pronti per Rio Mare.

  • info: bit.ly/2U278wn
    Premio: € 3000
    Scadenza: 18/03/2019


#2 De’Longhi Design Your Breakfast
Sempre sulla piattaforma Desall, questa volta è la De'Longhi S.p.a., il famoso gruppo produttori di climatizzatori ed elettrodomestici, impegnati nel creare prodotti innovativi di stile e praticità nelle case dei suoi clienti, rendendo migliore la vita di tutti i giorni, vi invita a proporre nuovi concept di piccoli elettrodomestici pensati per la preparazione della colazione, perché si sa, il buongiorno viene del mattino.

  • info: bit.ly/2CuDhFr
    Premio: € 5000
    Scadenza: 07/03/2019


#3 Young Factory Design, Il design nell'Azienda manifatturiera | 3° Edizione
L'iniziativa ideata e promossa dal Gruppo Design, Tessile e Sistema Casa di Confindustria Salerno e rivolta a studenti, laureandi delle Facoltà di Architettura, Ingegneria, Design, Accademia delle Belle Arti e della moda.
Sono richieste idee originali, ultramoderne, sostenibili e precise dalle 15 aziende che si propongono come incubatore delle proposte più innovative del contest selezionate da una giuria di esperti.
Quello che rende il contest Young Factory Design speciale e diverso dagli altri concorsi di idee è la presenza attiva delle aziende del territorio in un percorso orientato a nuove opportunità professionali.

Scopri le call to entry delle diverse aziende: bit.ly/2FOlAnB
Scadenza: 04/02/2019

Se pensi di avere le capacità e le idee per partecipare, che aspetti? Le call to entry hanno un termine.

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Sayrel Silva

Creative Designer