Imposta - Fatturazione elettronica

Come aumentare il fatturato: 10 regole per far crescere la tua impresa

Come aumentare il fatturato: 10 regole per far crescere la tua impresa

Migliorare le performance della tua azienda

Per il successo e la crescita di un’azienda è fondamentale apportare miglioramenti costanti. Adottare abitudini come analizzare accuratamente punti di forza e di debolezza, monitorare costantemente i risultati, utilizzare i social media per il marketing, sono solo alcuni dei comportamenti aziendali che possono aiutarti a far crescere il tuo business. Scopri come aumentare il fatturato con queste 10 semplici regole.

Ti suggeriamo di tenere sempre a portata di mano questa lista in maniera da verificare regolarmente che tutti i punti siano rispettati.

1. Monitorare lo stato finanziario dell’azienda

Uno degli aspetti che distingue le grandi dalle piccole aziende è il grado di monitoraggio dei numeri giornalieri, settimanali e mensili e delle tendenze finanziarie che si verificano all'interno dell'organizzazione. È di vitale importanza dedicare un po’ di tempo ogni giorno all’aspetto finanziario in maniera da averlo sempre sotto controllo. Il consiglio è dunque quello di assumere un commercialista e rimanere continuamente aggiornati.

2. Fissarsi degli obiettivi

Analogamente a quanto avviene per il monitoraggio di entrate ed uscite, la definizione di obiettivi e traguardi è una parte essenziale del successo aziendale. Poniti obiettivi SMART, ossia Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Realistici e Misurabili nel tempo. Utilizza questi obiettivi come strumento di pianificazione continua per assicurarti di continuare a crescere con la tua impresa.

3. Fare del buon marketing

Sprecare denaro in strategie di marketing inefficace è molto più semplice di quanto si possa immaginare. In questo settore spesso ci si improvvisa a provare una o più tattiche cercando di capire cosa funzioni meglio, ma questo tipo di comportamento rischierà soltanto di farti perdere molto tempo e soldi. Rivolgiti ad un team di professionisti come noi ed eviterai inutili sprechi!

4. Analizzare il mercato

Nessuna impresa opera nel vuoto. Tutti i cambiamenti che si verificano nel panorama globale hanno un effetto sul tuo business; anche le cose che apparentemente non sembrano rilevanti potrebbero avere un grande impatto su ciò che fai. Tieniti quindi sempre aggiornato sulle tendenze e sui problemi che si verificano non solo nel tuo settore, ma anche nella comunità locale.

5. Aumentare la forza commerciale

Che si tratti di una piccola o grande azienda, è necessario concentrarsi sul miglioramento delle vendite poiché questa è una delle aree a più alto rendimento per il miglioramento di un business. Fondamentale è, per iniziare, chiarire la tua mission aziendale: questo ti aiuterà ad avere un maggiore senso dell’obiettivo da raggiungere.

6. Comunicare in maniera efficace

Avere una comunicazione trasparente sia all’interno che all’esterno di un’impresa è fondamentale. Ciò significa limitare i fraintendimenti, mantenere il flusso comunicativo snello e veloce, controllare i processi al fine di mantenere il tutto senza intoppi.

7. Motivare il team

Uno staff di talento e motivato può portare miglioramenti ragguardevoli negli affari ottenendo livelli di performance più elevati. Essenziale, a questo proposito, è ascoltare i suggerimenti e le intuizioni di tutti i membri del personale, indipendentemente dal ruolo o dall'anzianità di servizio. Spesso le idee migliori provengono da chi è più vicino a determinate problematiche.

8. Conoscere i propri limiti

Gli imprenditori di successo hanno un'idea molto chiara dei loro limiti. Conoscendo la propria personalità imprenditoriale, è possibile gestire le risorse al meglio e trovare aiuto nelle aree di debolezza. Questo è un fattore chiave per il successo.

9. Concedersi una pausa

Gestire un’impresa non è un lavoro semplice. A volte il modo migliore per migliorare la propria attività e riaccendere la passione è ritagliarsi un momento per sé stessi, prendendo per un po’ le distanze dal proprio lavoro. Non sottovalutare il potenziale valore di rilassarsi e trascorrere un po' di tempo lontano dallo stress quotidiano.

10. Credere nel proprio progetto

Probabilmente sarebbe dovuto essere il primo punto, ma lo abbiamo indicato alla fine perché vogliamo che ti resti bene impresso. Nulla di grande è stato fatto con titubanze e poca convinzione. Credi e trova il coraggio di investire nella tua idea e vedrai che lo faranno anche gli altri.

Migliora le performance della tua impresa e aumenta il fatturato con i servizi digital di Libellula Grafica Lab. Sarai sorpreso dai risultati!


Intelligenza artificiale e digital marketing

Intelligenza artificiale e digital marketing

Intelligenza artificiale e digital marketing

Notoriamente l’Intelligenza Artificiale consiste in un insieme di sistemi software e hardware muniti di capacità molto vicine a quelle dell’uomo, come il ragionamento e la pianificazione, in grado, dunque, di perseguire autonomamente obiettivi prestabiliti.

Vediamo come si incrociano, negli ultimi anni, Intelligenza Artificiale e Digital Marketing.

Viene definita "Artificial Intelligence Marketing" il Marketing che fa uso, appunto dell’Intelligenza Artificiale per studiare nuove strategie di mercato e affinare nuove tecniche di persuasione della clientela, migliorando l’interazione con gli utenti. Tecnicamente si effettua un lavoro di aggregazione e analisi dei dati in un processo costante di apprendimento e miglioramento volto ad individuare ed attuare le azioni, le strategie e le tecniche di comunicazione e vendita potenzialmente efficaci.

Ma quali sono, nello specifico, gli strumenti di intelligenza artificiale più utilizzati dal digital marketing per sfruttare al massimo le sue potenzialità di business? Leggiamo le più diffuse.

  • Le Chatbot e i Visual Assistant, sistemi ormai diffusissimi per entrare in contatto e assistere il cliente.
  • La produzione automatica di contenuti strategici quali articoli, post, news-letter, chat etc.
  • La ricerca vocale: una di quelle tecnologie entrata ormai a far parte del quotidiano attraverso dispositivi come Siri di Apple, Alexa di Amazon, Google Now di Google, Cortana di Microsoft per assistere, seguire, ascoltare e influenzare gli utenti.
  • Gli algoritmi di Machine Learning costituiscono la tecnologia di base attraverso cui modellare e persuadere le scelte e i comportamenti di acquisto delle persone, suddividendoli in target con lo scopo di veicolare la comunicazione in maniera più mirata e fornire,pertanto, agli utenti un’ esperienza personalizzata.
    Ad esempio, piattaforme musicali come Spotify già da tempo si avvalgono della machine learning per suggerire agli utenti nuove playlist o canzoni in base all’attenta individuazione delle loro preferenze e dei loro gusti.
  • La Marketing Automation attua una serie di regole utili al marketer per gestire e migliorare la demand generation, ossia il processo di acquisizione e gestione dei potenziali clienti, ad esempio attraverso campagne di Lead generation vale a dire l’acquisizione di nuovi clienti o campagne di sales conversion cioè la trasformazione degli utenti in potenziali clienti.

Dunque sono tante le risorse che l'intelligenza artificiale può fornire alle strategie di marketing per ottimizzare notevolmente i profitti delle aziende e aiutare a costruire relazioni col consumatore, da non considerare più come parte di una massa, ma come un individuo che vive e condivide singole esperienze.

Affidati a noi se vuoi far crescere la tua attività attraverso gli ultimi sistemi di Intelligenza artificiale e digital marketing.
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Negozi del futuro - Libellula Grafica Lab

I Negozi del futuro: Digital e sostenibili

Digital e Sostenibili: ecco gli store del futuro

Nonostante l’enorme successo riscosso negli ultimi anni dall’esperienza d’acquisto tramite e-commerce, il negozio fisico ha ancora un ruolo centrale per le persone e resta il canale d’acquisto preferito grazie alle proprie peculiarità di immediatezza e di creazione di rapporti interpersonali.

Al giorno d’oggi per adeguarsi ai tempi e offrire un’esperienza sempre più coinvolgente e piacevole per la clientela, i negozi dovranno porre sempre più attenzione all’innovazione digitale e all’ambiente.

Ma come sarà allora il negozio fisico del futuro?

Il negozio del futuro dovrà dotarsi di voice system, di strumenti di realtà aumentata, di tool capaci di rivolgersi al consumatore, di strumenti social e della capacità di trasmettere dei valori al di là dei singoli beni e dei prodotti, in cui il consumatore più evoluto e consapevole possa identificarsi. Occorre quindi coniugare una molteplicità di fattori fra cui sostenibilità, personalizzazione, servizi di consegna, sistemi di pagamento digitale contactless; ad esempio un desiderio molto diffuso soprattutto fra i più giovani è la possibilità di essere coinvolti in prima persona nella creazione di un articolo con l’ausilio di stampanti 3D. Nei negozi del futuro,inoltre, verranno adottate soluzioni tecnologiche basate sull’analisi dei dati, con l’intento di ricevere informazioni tali da offrire un’esperienza sempre più mirata e personalizzata.

Ultime innovazioni di digital retail

Il retail è appunto uno dei settori che ha subito maggiormente la rivoluzione digitale, dando vita a una vera e propria esplosione di innovazioni: supermercato senza casse, 3D virtual shopping, realtà virtuale e aumentata, specchi interattivi, comandi vocali per fare la spesa. Sono tante le trasformazioni che i brand hanno messo in scena, il futuro di negozi senza casse e senza commessi diventa sempre più vicino: il futuro del commercio sarà caratterizzato dall’interazione del cliente con il suo smartphone.

 

Alcune delle ultime innovazioni di digital retail:

La catena Ikea ha ottimizzato il servizio eCommerce attraverso la sperimentazione del servizio locker:  armadietti dove i clienti hanno la possibilità di recapitare h24 gli ordine fatti online;

H&M propone specchi interattivi con riconoscimento vocale nei propri camerini;

Pay and Go, è un servizio dell’App SmartShop attraverso cui gli utenti possono valersi del loro smartphone per scansionare i prodotti e pagarli tramite l’App, la comodità in più rispetto alle passate sperimentazioni è che il pagamento può essere eseguito in qualsiasi area del negozio;

Nike è stato il marchio d’abbigliamento e calzature che per primo ha introdotto il servizio di customerization delle sneakers;

Diesel fornisce un sevizio attraverso il quale sarà possibile localizzare in tempo reale il negozio nel quale c’è il capo esatto che un cliente desidera; inoltre, nello store di Milano è previsto un tavolo digitale, un display interattivo comandato da uno smartphone e un camerino smart.

 

Negozi Ecologici e scelte di consumo Sostenibili

Gli acquirenti del futuro, inoltre, porranno molta attenzione al rispetto dell’ambiente, della natura e all’origine del prodotto; i negozi del futuro non potranno più operare senza prendere una posizione chiara su una serie di temi ambientali, sociali ed economici, agendo lungo tutta la filiera e la catena del valore.

Le nuove esperienze offerte al cliente si basano su questa ricerca consapevole del rispetto per l’ambiente: oggi il consumatore vuole sapere se un prodotto soddisfa i suoi bisogni, sia alimentari che etici, e più si conosce la vita di un prodotto e più se ne apprezzano le caratteristiche; ad esempio con la possibilità di associare al prodotto le informazioni sul benessere degli animali e sulla sostenibilità del processo. Pertanto il consumatore entra sempre più in contatto con il brand.

I fattori da considerare saranno molteplici: la scelta di prodotti ecologici e biologici, preferire un punto vendita facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, arredamento in legno proveniente da coltivazioni sostenibili, riciclaggio.

Bisognerà, infine, adottare soluzioni volte al risparmio energetico: la catena di abbigliamento OVS ha rivisitato il format e il concept dei negozi, all’interno dei quali sono stati realizzati importanti interventi di ottimizzazione dei consumi energetici. Il risultato è che circa l’80% della rete è stato oggetto di ristrutturazione, generando un significativo aumento di fatturato e una riduzione degli impatti ambientali, riuscendo a ridurre del 94% le emissioni di CO2 legate al consumo di elettricità dei negozi in Italia.

Richiedici consiglio su come rinnovare la tua attività in maniera sempre più digital e al passo con i tempi; forniamo analisi e consulenza gratuite. Contattaci e scopri di più!


5 consigli per fare marketing turistico attraverso i social - Libellula Grafica Lab

5 consigli per fare marketing turistico attraverso i social

5 consigli per fare marketing turistico attraverso i social

Una città, un paese, un’attività ricettiva possono essere promossi a tutti gli effetti come prodotti e/o servizi. Viene da sé che le modalità di promozione di un territorio siano molto diverse da quelle di un prodotto. Ciò che però è importante tenere a mente è che le regole e le procedure da seguire sono rigorosamente le stesse.
Vediamo insieme come fare marketing turistico attraverso i social con questi 5 preziosi consigli:

#1 Creare un piano di marketing turistico

Può sembrare un passaggio inutile e banale ma la realizzazione di un business plan di marketing è, anche nel settore del turismo, il primo e più cruciale step da affrontare. Senza una pianificazione strutturata si rischia di brancolare nel buio, di non riuscire a definire degli obiettivi chiari e di non monitorare correttamente i risultati.

#2 Affidati all’influencing marketing

Se tutti si affidano all’influencing marketing, un motivo c’è: funziona! Associare l’immagine di un blogger, di un influencer o di uno Youtuber ad un’attività ricettiva o a servizi turistici di vario tipo può apportare notevoli benefici. Sfruttando l’engagement (tasso di coinvolgimento) e il gran numero di persone che seguono un volto noto, si può aumentare in proporzione la visibilità della propria attività.

#3 Crea una community

Per ogni cosa che si vuole offrire, ci sono già molte persone che hanno qualcosa da dire e domande da porre. E’ cosa buona e giusta canalizzare questi contenuti per condurli dritti dritti alla tua attività turistica. Crea dei gruppi su Facebook o su Telegram, o delle piattaforme di discussione come un forum e fai parlare di te!

#4 Organizza contest e challenge

Tutti amano poter interagire con i social, poter partecipare attivamente e (perché no?) anche vincere qualcosa. Le challenge sono un contenuto che diventa facilmente virale e con i contest puntare sul passa-parola è super semplice. Quindi cosa aspetti? Crea un’attività di questo tipo e metti in palio un piccolo premio, le persone saranno liete di farti un po’ di pubblicità.

#5 Riposta i contenuti dei tuoi follower

Anche nel settore del turismo le persone amano prendere decisioni in base all’esperienza di vita reale di altri. La fiducia generata da una recensione positiva o anche dalla foto di un altro utente sarà molto più influente di qualsiasi altra forma di promozione. Quindi affidati al social mention e ricondividi i contenuti dei tuoi follower con la tua rete.

Bene, è il momento di incominciare!

Fai tesoro di questi consigli per lanciare la tua attività con il marketing turistico. Se vuoi saperne di più su come promuovere un territorio, un servizio per turisti o un’attività ricettiva richiedi una consulenza gratuita e troveremo insieme a te gli strumenti e le modalità che si adattano meglio ai tuoi obiettivi.


Cos'è IG TV e come funziona - Libellula Grafica Lab

IGTV cos'è e come funziona

IGTV cos’è e come funziona

Dopo le stories il vero punto di forza di Instagram è la rivoluzionaria app IGTV. Ma cos’è IGTV, come funziona e soprattutto perché IGTV è tanto amata dai content creator?

IGTV cosa significa

Facciamo un passo indietro e scopriamo la storia che ha portato alla nascita di questo strumento. Analizziamo i due social network per eccellenza: Instagram e Facebook. Partiamo dal fratello maggiore. Si dice che ormai Facebook sia un posto per “vecchi” e che lo scettro di social network dei Millennials sia ufficialmente passato ad Instagram. Sarà vero? Ricordiamo che la prima creatura di Zuckerberg ha mosso i suoi primi passi in Italia nel lontano 2008. Quindi basta fare due conti per capire che gli adolescenti di 11 anni fa oggi sono degli adulti, molti dei quali con famiglia e figli.

Instagram nasce ufficialmente il 6 Ottobre del 2010 ma è solo due anni dopo che entra a far parte della grande famiglia di Zuckerberg. Da lì è storia nota. Quasi 1 miliardo di utenti attivi in tutto il mondo nel 2019 e un profilo pubblicitario che fa gola a tanti marketers. L’utenza di Instagram è infatti tra le più equilibrate di tutti i social: 50% di uomini e 50% di donne concentrati nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34. Ma il vero punto di forza di Instagram è il suo appeal visivo: le immagini, i video, la fanno da padrona mentre il testo è mero accompagnamento e funziona soprattutto quando è in forma di hashtag, etichette che categorizzano il contenuto. Nel 2016 su Instagram approdano le stories: è la prima piccola rivoluzione. Nel Giugno 2018 nasce IGTV ed è boom di gradimento.

IGTV cos’è e come funziona

IGTV, l’ultimo arrivato in casa Instagram, è una piattaforma per video verticali in 9:16 a schermo intero. Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona IGTV. Cosa li differenzia dai video in feed e dalle stories? In primo luogo la durata. Si perché i video di IGTV possono avere una durata che va dai 15 secondi ai 10 minuti, in casi eccezionali anche 60 minuti se l’account è verificato o particolarmente grande e se i contenuti sono caricati da desktop. Come una vera TV ci sono dei canali. In questo caso il content creator è il canale stesso: ogni volta che seguiamo un account abbiamo accesso alla sua IGTV. In più nella sezione “esplora” possiamo cercare i contenuti video in base alle nostre preferenze e possiamo interagire con essi facendo swipe up o commentando in direct.

Perché IGTV?

Perché fare uso di IGTV? Semplice: lato creator si ha la possibilità di parlare ai propri follower mostrandosi realmente per come sono e, soprattutto, senza dover passare per Youtube; lato user perché si ha la possibilità di fruire di contenuti più approfonditi, senza dover uscire fuori dall’app. In più IGTV è mobile first, semplice ed intuitiva. Altro aspetto, non trascurabile, è la monetizzazione. I creator possono guadagnare e far crescere i propri follower con IGTV. Grazie ad IGTV Instagram sta diventando sempre più il luogo dello storytelling per eccellenza, dove le cose e le persone che amiamo ci parlano e si raccontano “senza filtri”. Ora che sai cos’è IGTV vorresti sfruttarne le potenzialità per raggiungere i tuoi obiettivi? Bene, raccontaci il tuo progetto, insieme possiamo trovare la strategia giusta.


Tinder Marketing - Libellula Grafica Lab

Tinder Marketing

Tinder Marketing

Da qualche anno a questa parte il dating online ha spopolato tra i giovani. Se prima era una curiosità tutta straniera, ora anche in Italia app come Meetic o Tinder sono un must have sui telefoni dei single. Come in tutte le app di successo, e quindi con un forte pubblico, anche le dating app sono diventate obiettivo delle aziende. Infatti la nota app di incontri online Tinder ha dato vita ad un vero e proprio fenomeno di Guerrilla Marketing, definito Tinder Marketing.

Tinder come funziona

Prima di dedicarci al Tinder Marketing e come fare una strategia, vediamo nello specifico come funziona l’app.

Tinder è l’app di incontri online più utilizzata al mondo. Vanta un pubblico di più di 100 milioni di persone, numero che fa gola alle aziende.

Il successo di Tinder è dovuto alla sua semplicità ed immediatezza.

L’iscrizione avviene tramite login di Facebook per avere una prima scrematura dei profili fake. Crei così il tuo profilo, scrivendo una mini bio e caricando qualche foto (le più carine se vuoi fare colpo!). Ora tocca alle impostazioni, quindi definire il tuo sesso e l’orientamento sessuale, il raggio di azione, definito in chilometri, ed infine il range d’età.

Definite queste cose è arrivato il momento di combinare il tuo primo incontro!

Ti verrà proposto il profilo di una persona che rientra nelle impostazioni definite precedentemente, il tuo compito sarà quello di fare uno swipe a destra se interessato o a sinistra se la persona non ti piace. Nel caso il gradimento sia reciproco, otterrai un match e potrai iniziare una chat dove giocare le tue carte ed ottenere il fatidico appuntamento!

Tinder Marketing

Ora che hai capito la sua semplicità, è chiaro anche perché ha avuto così tanto successo tra i single e di conseguenza tra le aziende.

Tinder permette già inserzioni pubblicitarie all’interno dell’app, tra un swipe ed un altro; ovviamente come qualsiasi pubblicità all’interno di un app viene vista sempre con un po’ di diffidenza. Per questo motivo, le aziende si sono inventate delle vere e proprie strategie di Guerrilla Marketing all’interno dell’app.

Tutte le strategie partono dal presupposto che l’utente dovrà credere di parlare con un corrispondente reale. Quindi bisognerà creare un profilo quanto più reale possibile ed “animarlo” con un Tinder Bot; le interazioni infatti verranno gestite dal bot e porteranno il possibile cliente ad eseguire le azioni da noi prestabilite, fino a raggiungere il nostro obiettivo (che potrà essere l’atterraggio su di un profilo social o su di una landing page).

Casi di successo

Nonostante sia una pratica poco comune ancora, vi sono già diversi casi di successo.

Il primo caso di Tinder Marketing risale al 2015. Il South by Southwest (festival musicale e cinematografico, sempre sul pezzo) per pubblicizzare la premiere del film Exmachina creò un profilo Tinder della protagonista, Ava. Alla fine della conversazione (all’apparenza una normale conversazione), l’utente approdava sul profilo Instagram del film.

La nota catena di pizzerie “Domino’s” per il giorno di San Valentino fece una campagna di Tinder Marketing creando un profilo “pizza”. L’azienda, che ottenne oltre 700 match ed una pubblicità pazzesca, regalò ai suoi “tinderini” buoni omaggio o speciali offerte per il giorno di San Valentino.

Anche in Italia ci sono stati casi di Tinder Marketing.

Skipe TV ha creato un profilo Tinder per promuovere il suo show “Call Me Bruna”. Il profilo era a nome della giovane e seducente prostituta brasiliana (che nello show racconta le sue avventure in Italia). Vi lascio immaginare il ritorno in termini di pubblico che può aver avuto il profilo della ragazza sull’app per appuntamenti.

Anche nel mondo dello sport ci sono stati casi di Tinder Marketing: un caso nostrano fu quello della società di calcio S.S.C. Napoli che creò un profilo Tinder al calciatore Arkadiusz Milik per il suo ritorno al gol. Per due settimane fu possibile “entrare in contatto” con il calciatore polacco che, alla fine, ha scelto personalmente 4 fans da incontrare.

Ma ovviamente non è sempre tutto rose e fiori.

Celebre, ma in negativo, fu la campagna di Tinder Marketing di GAP. La società di abbigliamento statunitense creò diversi profili sul noto social avviando conversazioni con tanto di frasi ammiccanti. Il problema fu che nessuno si ricordò di avvisare Tinder che di tutta risposta chiuse tutti i profili dichiarando che l’app era ad uso non commerciale.

Ora che ne sai di più sul Tinder Marketing, puoi pensare alla tua prossima campagna sulla dating, ma ricordati di utilizzare un profilo business o di avvisare Tinder!

Se non vuoi incorrere in spiacevoli epic fail, puoi anche affidarti a dei professionisti del settore. Libellula Grafica Lab ti offre sempre la soluzione migliore ed innovativa per ottenere i tuoi risultati!

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Burger King green - Libellula Grafica Lab

Il Burger King diventa Green!

Il Burger King

Nel 2019 la salvaguardia dell’ambiente ormai è il trend principale di ogni attività. Ogni azienda ormai persegue l’obiettivo dell’ecosostenibilità. Anche la nota catena di fast food sta correndo ai ripari ed ha deciso di eliminare tutte le sorprese in plastica nei menù bambini. Il Burger King diventa Green!

 

Da dove nasce l’iniziativa

Tutto nasce dalla petizione lanciata da due bambine inglesi, Ella e Caitlin McEwan di 10 e 8 anni.

Le due sorelline, che hanno imparato molto sul tema ambientale e sull’inquinamento a scuola, hanno lanciato questa sfida ai due colossi del fast food: Burger King e McDonalds.

La richiesta delle bambine è stata molto semplice: eliminare le sorprese di plastica dai menù bambini.

“Ci piace mangiare al Burger King o al McDonalds” – affermano le due bimbe – “ma i bambini giocano sempre per qualche minuti con dei giocattoli che ci vengono dati, prima di essere buttati via andando a danneggiare gli animali ed inquinare i mari”.

La petizione ha avuto subito successo e raccolto oltre 500.000 da tutto il mondo in poco tempo.

La risposta

La soluzione di Burger King per essere Green, è stata quella di sostituire subito i suoi regali nei menù; ma non finisce qui.

L’azienda ha iniziato una campagna, portando indietro i tuoi vecchi giochi in plastica, sia di Burger King che della concorrenza, otterrai un King Junior (il menù bambino); i giochi ritirati verranno riciclati e verranno costruite nuove aree giochi per i bambini.

La concorrenza

Anche McDonald’s ha risposto alla petizione delle due bambine. La loro proposta è lasciare la scelta ai bimbi che ordinano il famoso Happy Meal; i piccoli clienti potranno scegliere se avere il giocattolo in plastica oppure una porzione di frutta.

Ricordiamo che McDonald’s, da sempre nel mirino degli attivisti, già aveva intrapreso questa sua trasformazione “eco-friendly”, cambiando il suo logo in Europa sostituto il colore rosso con il verde.

E tu? Cosa fai per essere Green?


Perché Chiara Ferragni è famosa - Libellula Grafica Lab

Perché Chiara Ferragni è famosa? Storia di un blog diventato impresa

Perché Chiara Ferragni è famosa? Storia di un blog diventato impresa

Impossibile non conoscere Chiara Ferragni. La nota fashion blogger è una delle influencers più seguite in Italia e nel mondo. Eppure, per quanto sia famosa, tutti continuano a domandarsi come abbia fatto a diventarlo. Ecco svelati i segreti di un successo dal valore di 10 milioni di euro.

Chi è Chiara Ferragni

Non ha bisogno di presentazioni, ma per chi si fosse perso qualche passaggio, Chiara Ferragni è una giovane fashion blogger, designer ed influencer italiana resa famosa dal suo blog di moda “The Blonde Salad”.

Oggi, con un seguito di oltre 15 milioni di followers e dopo esser stata nominata tra le donne più influenti al mondo (ahi noi), Chiara viene addirittura invitata a raccontare la sua storia all’Università di Harvard come caso-studio e lancia un docu-film sulla sua vita.

A questo punto le domande sarebbero tante, ma ci limitiamo a: perché? Come? Può essere considerata una business woman, come molti la definiscono? C’è veramente del merito dietro tutto questo o solo una buona dose di fortuna?

Chiara Ferragni: come ha cominciato

Come spesso accade quando si scava nel passato di una persona, anche per quanto riguarda Chiara Ferragni ci sarebbe molto da buttare sotto il tappeto. Ai suoi esordi, la piccola Chiara pubblicava sotto lo pseudonimo di Diavoletta87, scriveva sostituendo la k alla c e si mostrava in maniera molto diversa rispetto a come siamo abituati a vederla oggi.

Cosa è cambiato? La svolta di Chiara ha un nome e un cognome ben precisi: Riccardo Pozzoli. È proprio a lui, fidanzato dell’epoca, che viene in mente la brillante idea di fondare il blog che li ha portati al successo. Il giovane, che avendo studiato Marketing negli Stati Uniti sapeva il fatto suo, decide quindi di trarre vantaggio dalla bellezza della ragazza e di iniziare a pubblicare le sue foto.

Come Chiara Ferragni è diventata famosa

Gli outfit venivano pubblicati con frequenza sempre maggiore, le foto erano di volta in volta più curate, gli sponsor si facevano avanti numerosi ed il successo di Chiara non ha tardato ad arrivare.

Ad accrescere ancora di più la sua fama, il fidanzamento (diventato poi matrimonio) con il rapper italiano Fedez e la nascita del piccolo Leone, il bambino più “instagrammato” della storia.

Nonostante il titolo del suo docu-film “Unposted”, lasci immaginare che ci sia dell’altro che valga la pena di essere raccontato (oltre a ciò che già è scritto dappertutto) su Chiara Ferragni e sulla sua vita, nostro malgrado è tutto qui.

A cosa si deve il merito del suo successo?

Alla luce di tutto, la riflessione che vogliamo invitarvi a fare è: possiamo considerare Chiara Ferragni una sorta di genio del marketing (tale da impartire lezioni all’università) oppure è tutta una questione di fatalità? Cosa fa realmente Chiara, una ragazza come tante, per farsi chiamare “la Ferragni”? Il nostro parere è che se proprio le si deve riconoscere un merito, quello è l’essere riuscita a fare dell’ottimo personal branding. La creazione di un personaggio credibile, per quanto non privo di incongruenze, le ha concesso di arrivare ad un pubblico molto vasto e di conquistarlo con semplicità.

Vuoi realizzare anche tu una brand image forte per portare al successo la tua attività? Possiamo aiutarti a individuare lo stile più adatto e a mantenerlo coerente nel tempo. Trasforma anche tu la tua storia nella storia di un successo. Richiedi un preventivo.


Tecniche di vendita in negozio - Libellula Grafica Lab

5 tecniche di vendita in negozio

5 tecniche di vendita in negozio

Le grandi aziende di oggi basano molto della loro strategia su studi di psicologia e tecniche di vendita in negozio ed investono nell’allestimento del punto vendita ricreando scenari grandiosi e spettacolari in cui nulla (ma proprio nulla) è lasciato al caso. Questi brand sanno bene che lo shopping non deve essere più visto semplicemente come acquistare qualcosa di cui si ha bisogno, ma come un’esperienza molto più complessa che immerge il consumatore in un’atmosfera magica di sospensione. Come ricreare quest’atmosfera nel proprio negozio? Vediamolo insieme con 5 tecniche di vendita in negozio!

1. L’occhio vuole la sua parte

Non ci sorprende che oltre il 70% dei nostri recettori siano negli occhi e che l’80% di ciò che ricordiamo è qualcosa che abbiamo visto. La vista è tra i 5 sensi, sicuramente quello a cui ci affidiamo di più e a cui, anche nel marketing, si presta più attenzione. A questo proposito è fondamentale: 1) Avere un’immagine unica e coordinata 2) Scegliere bene lo stile e i colori e fare in modo che tutto ciò che riguarda il brand rispecchi il suo carattere (brand personality) 3) Prestare grande attenzione all’illuminazione, che dovrebbe variare in base al tipo di attività che si possiede. Punti vendita come profumerie e/o store di lusso necessitano di luci calde e soffuse che creino un’ambiente accogliente; in negozi di elettronica e/o supermercati è preferibile invece una luce fredda.

CONSIGLIO: Se possiedi un negozio d’abbigliamento disponi i faretti intorno allo specchio nei camerini, come si fa in ambito teatrale. In questo modo, la luce non proverrà da un’unica direzione e “avvolgerà” il cliente attenuando le ombre e addolcendo i lineamenti. Acquisti assicurati!

2. Punta dritto al cuore del consumatore

Toccare le corde giuste è senza dubbio la chiave di volta per conquistare le emozioni del consumatore. Quali sono quelle che “vendono di più”? La nostalgia e la felicità. Ti spieghiamo perché:

–           La nostalgia è un sentimento di forte desiderio per qualcosa che appartiene al passato: se siamo in grado di generare nostalgia per i prodotti che vendiamo (come è accaduto per i pantaloni a zampa di elefante, la Polaroid e il Winner Taco) abbiamo colpito nel segno.

–           Quando siamo allegri, prendiamo decisioni in maniera più impulsiva e meno razionale, abbiamo una visione più rosea e non rimuginiamo troppo sulle cose. Come si traduce questo nello shopping? Col mettere nel carrello senza pensarci due volte. Ecco perché la felicità vende più di ogni altra emozione.

CONSIGLIO: Scegli un buon profumo da spruzzare nel tuo negozio. Gli odori sono ciò che evoca maggiormente delle emozioni e che riporta alla mente i nostri ricordi. Infatti, quello dell’olfatto è l’unico sistema sensoriale che non passa per il talamo e questo fa sì che il messaggio olfattivo arrivi prima al cervello.

3. Usa la testa!

Se è vero che quando siamo in balìa di forti emozioni ci lasciamo trasportare da queste e prendiamo delle decisioni talvolta poco ragionevoli, è anche vero che l’essere umano è un animale razionale e che, diciamocelo, pensare ci piace (…a chi più, a chi meno!).  Come il modo in cui pensiamo ci aiuta a vendere di più in negozio? Il trucco è quasi sempre nelle strategie di pricing: ad esempio potrebbe esserti utile sapere che da questo lato dell’Oceano non siamo particolarmente abili a pensare in termini di percentuali o che tra prodotti simili scegliamo quasi sempre quello di prezzo intermedio.

CONSIGLIO: Siccome l’essere umano ha la tendenza a giudicare (spesso ancora prima di avere tutte le informazioni per poterlo fare) può essere utile presentare il meglio all’entrata. E’ per questo motivo che il primo reparto di un supermercato è sempre quello della frutta e verdura. Ci avevi mai fatto caso?

4. Vivi, ma soprattutto… lascia vivere

Ce lo siamo già detti, ormai acquistare non è più soltanto comprare. Le persone vogliono vivere delle esperienze uniche ed indimenticabili anche quando fanno la spesa. Alcuni brand famosi hanno sfruttato questo concetto facendo in modo che il consumatore potesse vincere un prodotto partecipando ad un minigioco, oppure che potesse comporlo o personalizzarlo lui stesso in prima persona.

CONSIGLIO: Fai in modo che l’esperienza di acquisto sia interattiva e valuta di rendere uno o più dei tuoi prodotti personalizzabili in base ai gusti dei tuoi clienti. Se saranno partecipi della realizzazione del loro prodotto, si sentiranno ancora più coinvolti.

5. Tieniti stretti gli amici e ancora più stretti i consumatori

Avere un buon approccio con il cliente è fondamentale affinché questo si fidi di noi e torni a spendere nel nostro negozio. Inoltre, instaurare delle community o dare vita a delle piccole “tribù di consumatori”, che si riconoscono come un gruppo unico, può veramente far impennare le vendite.

CONSIGLIO: Fai in modo che gli addetti alla vendita siano persone simili a quelle che intendi raggiungere con i tuoi prodotti. Questo aiuterà ad aumentare il livello di empatia nella relazione e a migliorare la comunicazione.

 

Hai bisogno di una consulenza e/o assistenza per implementare queste ed altre tecniche di vendita in negozio? Rivolgiti a noi e fai decollare il tuo punto vendita!


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Chatbot: ecco cosa sapere sui popolari software di intelligenza artificiale

Chatbot: ecco cosa sapere sui popolari software di intelligenza artificiale

Sappiamo già da tempo che tutte le novità del settore IT e, di conseguenza, anche del web marketing, viaggiano in un’unica direzione: l’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale in tutte le tecnologie e strategie di comunicazione. Questo perché l’AI ci permette di gestire la relazione con l’utente/consumatore in modo, appunto, sempre più intelligente, simulando artificialmente un comportamento “razionale”, umano. Primeggia tra tutti i sistemi di AI uno strumento che sta diventando sempre più prezioso per le aziende: il chatbot. Ma vediamo bene di cosa si tratta.

 

Chatbot cos’è e come funziona

 

Vediamo qualche esempio concreto. Avete presente quei messaggi di posta su Facebook in cui un brand/azienda/attività introducono una conversazione facendovi una serie di domande? O quelle nuvolette che si aprono una volta atterrati su un sito web quando l’assistente virtuale tal dei tali vi chiede come può esservi d’aiuto? Ecco, stiamo parlando proprio di quello. Un chatbot è per definizione un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano all’interno di una chat, in poche parole un sistema che dialoga con te. Le tecnologie impiegate nella realizzazione di queste chat automatizzate cercano sempre più di “umanizzare” il bot e rendere la conversazione con l’utente quanto più fluida e reale è possibile. Piattaforme di messaggistica che attualmente ne fanno ampio uso sono Slack, Telegram e Facebook Messenger. Anche Google sta seguendo questa strada, sviluppando progetti che coniugano intelligenza artificiale e smartphone.

 

Semplici passi per usare un Chatbot

 

“Ok ma perché dovrei utilizzare un chatbot per la mia attività?”

 

Siamo certi tu te lo stia chiedendo. Bene, possiamo rispondere a questa domanda solo mostrandoti prima cosa sta accadendo mentre non utilizzi un chatbot sui tuoi canali social o sul tuo sito web. I vantaggi di utilizzare un chatbot a supporto di una strategia di web marketing  ti saranno poi chiari come il sole.

 

Ogni azienda/attività ha nel rapporto col cliente la chiave del suo successo. Questo perché vendere prodotti fantastici, a prezzi super o avere una brand image accattivante e dinamica non basta e non porta (da sola) risultati concreti se non curiamo aspetti come l‘assistenza pre e post vendita, la conoscenza specifica dei bisogni del cliente o se restiamo muti di fronte ad una lamentela o richiesta. Sappiamo però che la cura del cliente comporta un investimento cospicuo in termini di tempo e risorse. Quanti messaggi di posta su Facebook o Whatsapp Business non vengono mai letti? Quanti commenti ai post ignorati? Quante richieste di info sul sito web mai prese in considerazione? La risposta la conosci(amo) già. Davvero un peccato perché ogni utente ignorato è un potenziale cliente perso e non solo: il feedback che genererà (il banale passaparola) sarà negativo e ti farà perdere ancora altri clienti.

Ecco arrivati a noi: basta implementare un chatbot ai tuoi social o al tuo sito web e la gestione delle conversazioni con i clienti può essere organizzata e gestita in maniera ordinata ed efficiente. Puoi utilizzare il tuo chatbot in diversi modi e per varie esigenze:

 

  • Assistenza nel pre e post vendita
  • Guida all’acquisto
  • Brand Reputation
  • Generazione contatti
  • Analisi sulle abitudini d’acquisto
  • Intercettare i bisogni inespressi dei clienti

 

Basta stilare una lista di domande da fare all’utente e guidarli nella conversazione per ottenere le informazioni desiderate.

 

Ma vediamo nel dettaglio come creare un chatbot.

 

Come creare un chatbot Facebook

 

Perché spiegarti come creare un chatbot partendo proprio da Facebook? Semplice, perché li trovi 2,2 miliardi di utenti attivi al mese e 1,3 miliardi di utenti usano Messenger come chat. Immagina la scena: vedi qualcosa che ti piace, vai su Facebook e mandi un messaggio. La risposta è immediata ma soprattutto concreta e utile. Che ne pensi?

 

In più Facebook ti fornisce tutti gli strumenti utili a realizzare un chatbot semplice ed efficace, a pagamento o meno. Ti spieghiamo qui di seguito come creare un chatbot su Facebook sfruttando al massimo Messenger.

 

Il meccanismo alla base è semplice. L’utente si lascia guidare dalla conversazione che tu hai costruito basandoti su una semplice domanda: cosa vuoi ottenere dalla chat? Stabilito l’obiettivo dovrai creare una serie di messaggi di benvenuto e di domande che porteranno l’utente dove tu vuoi che vada. Infine puoi veicolare l’utente ad un link esterno del tuo sito web, a seconda che tu voglia fargli visitare le pagine prodotto o voglia farlo iscrivere ad una newsletter o richiedere un preventivo.

Puoi servirti di piattaforme esterne che ti semplificano il lavoro (ManyChat, Onsequel, Chatfuel, Botsify) o utilizzare il messaggio sponsorizzato di Facebook. Quest’ultimo è uno strumento semplice ed utile per impostare dei messaggi di posta automatizzati e personalizzati ed ottenere contatti, aumentare le vendite e rispondere alle domande dei tuoi clienti usando il Business Manager di Facebook. Basta accedere a Gestione Inserzioni e creare un ad scegliendo l’obiettivo Messaggi. Li poi bisogna impostare target, budget e durata e creare il testo del messaggio con le relative opzioni di risposta ed il gioco è fatto. Chiaramente se non hai dimestichezza col Business Manager di Facebook ti consigliamo di rivolgerti a professionisti del social media marketing per non disperdere inutilmente il tuo budget.

 

Quali sono i vantaggi e svantaggi

 

Avere un chatbot serve davvero? Questa domanda la lasciamo aperta. I vantaggi di utilizzare un chatbot te li abbiamo spiegati nei precedenti paragrafi quanto agli svantaggi… stiamo parlando sempre di un sistema di automazione che per quanto intelligente ha dei limiti e non può cogliere certe sfumature dell’interazione umana. Quindi per noi, come sempre, la verità sta nel mezzo. Un chatbot è uno strumento potentissimo e molto utile se usato nell’ambito di una più ampia strategia social che prevede più step nel funnel di conversione. Ma se credi di poter delegare tutto il lavoro ad un bot beh… sei sulla strada sbagliata.

 

Utilizza un chatbot per la tua azienda

 

Se credi che questo strumento sia utile per gli obiettivi di crescita della tua azienda/brand/attività puoi contattarci e richiedere una consulenza ai nostri esperti di web marketing. Insieme troveremo la soluzione più adatta a te!