Brand identity 2022: la guida LIBELLULA LAB 4.0

Ti sveliamo le novità, le tendenze e gli strumenti innovativi per il 2022 che i nostri designer hanno scovato per te!

Brand identity 2022 | La Guida:
al giorno d’oggi, costruire un marchio è la chiave del successo aziendale. Il branding fornisce un’identità che va oltre i soli prodotti e servizi, creando qualcosa di unico con cui i clienti possono interagire. Che tu sia un imprenditore o un libero professionista, creare un marchio forte, pertinente e riconoscibile è essenziale per far crescere la tua attività e costruire una base di clienti fedele e scalabile.

Ecco perché è importare creare una forte brand identity su tutti i canali web: suscitare attenzione, creare contenuti che risuonino con le emozioni delle persone e avere una personalità ben definita è fondamentale per professionisti e aziende.

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Che cos’è il Branding?

Sostanzialmente il branding è il processo di ricerca, sviluppo, creazione e iterazione sulla percezione del tuo marchio per comunicare con precisione la tua visione, missione, personalità e scopo. Comprende tutto, dall’identità visiva e dal design di un marchio alla messaggistica e al tono di voce, il marchio è costituito da tutte le percezioni, idee e concetti esterni che distinguono un’azienda dai suoi concorrenti.

Gli step per una Brand Identity forte nel 2022

Per creare l’identità del proprio brand, può essere utile immaginarlo come se fosse una persona in carne e ossa, con carattere, desideri, valori aspirazioni proprie. Di qui nasceranno mission e vision del brand.
Come creare o capire (e dunque comunicare) la personalità del proprio brand?
A tal proposito, può essere utile rispondere ad alcune domande:

  • Cosa fa il mio brand, e in che modo lo fa?
  • Qual è il valore principale del mio brand?
  • Che parole userei per descrivere il brand?
  • Cosa offre il mio brand in termini di esperienza?
  • Che tipo di persone voglio come clienti?
  • Quali stili di vita, quali desideri, quali obiettivi e quali valori hanno?

 

La base: Come viene percepito un brand?

Per rispondere a questa domanda è necessario capire l’idea che si crea nella mente del pubblico rispetto a un determinato brand.
L’aspetto interessante in questo caso è che puoi costruire e indirizzare questa idea e in generale le percezioni che le persone hanno del tuo brand.
Per questo è importante lavorare su 3 aspetti:

  • la brand awareness, ovvero il livello di notorietà del brand nel settore di appartenenza. Per non passare inosservati e perdersi nel mare di aziende che competono sul mercato e sul web, puoi affidarti a campagne pubblicitarie su diversi canali;
  • la brand reputation, cioè il modo in cui proponi la tua attività al pubblico. Impara ad evidenziare tutti quegli elementi che rendono la tua azienda – o anche il tuo prodotto – unica e distinta dalle altre,
  • la brand image, una vera e propria appendice della brand identity, che si traduce di fatto nel modo in cui le persone percepiscono un marchio.

 

Le principali sfide per i Brand Manager:

come viene percepito un brand aziendale

  • 25,7% Creazione di messaggi personalizzati per il pubblico giusto
  • 23% Identificazione della tecnologia giusta per supportare esperienze personalizzate
  • 21,8% Bilanciamento della personalizzazione del marchio e della voce del marchio

 

Quali elementi definiscono la Brand Identity?

Ecco la tua sfida: mostrare le caratteristiche del tuo brand.
Dovrai aiutare i clienti a visualizzare – letteralmente – ciò che rappresenta, trasformando i concetti e i valori espressi dal tuo brand in immagini e parole.

Raccontare il tuo brand a tutti è un processo delicato.
Può essere influenzato dal mercato e dalle tendenze del momento, ma non devi mai perdere di vista ciò che davvero è la tua azienda.

Il naming
Da sempre siamo abituati a dare nomi alle cose e a ciò che ci circonda.
È il passaggio che ci permette di identificare soggetti e di comunicare senza creare equivoci la nostra volontà.

Anche la tua azienda ha bisogno di un nome. E non di un nome qualsiasi. Ciò che serve è qualcosa di semplice ma chiaro, di originale ma facile da ricordare, di immediato ma iconico.
Un nome non si riduce a una parola, porta con sé l’identità del brand e tutto il suo mondo di idee e valori.

Il logo
Un po’ come accade per il nome, il logo deve essere quell’elemento visivo distintivo che permette al pubblico di riconoscerti al volo, di ricordarti, di non confonderti con gli altri.
Solo osservando il logo, le persone possono creare un collegamento immediato con i tuoi prodotti, servizi e in generale con il settore di appartenenza.
È il tuo segno distintivo che ti permette di staccarti dal competitor ed emergere!
Il logo deve essere in linea con l’identità del brand e sviluppato a partire dallo studio di elementi quali:

  • colore
  • font
  • forme

Quando si parla di logo è difficile fare a meno di un grafico professionista, ma esistono anche tecniche e strumenti che consentono a chi desidera mettere le mani in pasta di creare un logo professionale.


Il Tono di voce
Parole, espressioni e registro linguistico, prese tutte insieme, a cosa ti fanno pensare?
Ti aiutiamo noi, si tratta del tono di voce del tuo brand.
Il ToV, infatti, è quel mix unico che ti aiuta a comunicare in maniera riconoscibile e personalizzata.
In generale, quando si parla di brand si ricorre all’associazione con una persona. Un determinato carattere, un certo modo di esprimersi, uno specifico atteggiamento… lo stesso accade per il brand, che avrà bisogno di un tono di voce chiaro e coerente per esprimersi.
Scegliere il tono di voce perfetto per il tuo brand ti dà anche il grande vantaggio di attirare l’attenzione ed essere compresi proprio dalla fetta di pubblico di tuo interesse.


Qual è il ToV più adatto alla tua Brand Identity?
Devi di certo avere ben chiara la tua identità.
Il ToV non è questione di gusti personali.
Questo presupposto errato potrebbe trarti in inganno.

logo adattabile

Marchio di blandificazione

Il minimalismo è diventato il nuovo trend per la Brand Identity dei marchi anche più conosciuti, con tutti che hanno rimosso il disordine dalla loro vita quotidiana alla Marie Kondo. Sembra infatti che il movimento si sia ripreso anche in altri settori poiché molte aziende hanno iniziato a ridurre il loro marchio nella forma più semplice possibile.
Ad esempio, sia Google che Airbnb hanno recentemente subito un restyling che ha cambiato i loro loghi in sans-serif, un carattere tipografico popolare per il minimalismo. Lo stesso si può osservare in grandi marchi di moda come Balmain, Yves Saint Laurent e Balenciaga.
Uno dei motivi per cui molti marchi hanno scelto di diventare minimalisti è che questo trend dà loro una possibilità migliore per diventare iconici. Dopotutto, più semplice è il carattere e i colori, più facile è l’abbinamento con tutti i tipi di grafica di supporto, più facile è che resti impresso nella mente dei consumatori. Un buon esempio di ciò potrebbe essere Nike e Levi’s: entrambi i marchi sono facilmente riconoscibili, indipendentemente dallo sfondo su cui metti il loro logo.
L’unico aspetto negativo di questo design di tendenze del marchio, tuttavia, è che c’è una possibilità molto reale che tu possa blandificare il tuo marchio al punto in cui diventa noioso.

logo adattabile 2022 libellula

Lo storytelling

Dalle immagini alle parole. Racconta di te. Le persone vogliono emozionarsi e sentirsi parte di qualcosa, mostra la storia dietro il tuo brand.
In questo, ricorrere al corporate storytelling si rivela la scelta più azzeccata. Lo storytelling, infatti, comunica attraverso i racconti. Il trucco sta nell’usare modelli e processi relativi al racconto narrativo per dare l’immagine del brand, dei suoi valori o di alcuni prodotti.
Se vuoi mettere in campo proprio tutte le risorse e la tua creatività, unisci le immagini e le parole e affidati al visual storytelling, insomma crea una narrazione tramite le immagini.
Il visual storytelling ha la potenza dell’effetto suggestivo e dell’impatto immediato delle immagini e produrrai un intero immaginario in cui il pubblico possa riconoscersi e immedesimarsi.

 

Il sito

In molti imprenditori si insinua il dubbio sull’effettivo beneficio di un sito web in un mondo che è sempre più social.
Anche nell’era dei social network, un brand ha bisogno di un sito. Per almeno 5 ottime ragioni:
• è sempre accessibile
• è un biglietto da visita online
• veicola e rafforza la brand identity
• costruisce autorevolezza e rende il brand più forte rispetto alla concorrenza
• permette di vendere online con l’e-commerce.
È ovvio, il sito deve essere personalizzato, deve rispecchiare il brand ed esprimere tutti i suoi valori. Ma deve anche garantire una buona user experience, ovvero facilitare la navigazione degli utenti, aiutarli a trovare tutto quello di cui hanno bisogno e consentire loro di comunicare direttamente con te.

 

I Social Network

L’accessibilità di Internet ha aperto la strada a una cultura dei social media sempre attiva. Questo di conseguenza ha trasformato siti come Facebook, YouTube, Pinterest, Twitter e Instagram in punti privilegiati per costruire il tuo marchio.
Affinché il tuo brand sia sotto gli occhi di tutti, passa dai social network. Insomma, devi fare social branding.
In altre parole, comunicare il tuo brand tramite i social. Non serve avere profili aziendali su ogni piattaforma, basta scegliere quelle più adatte al tuo settore, alla tua comunicazione e, ovviamente, quelle più frequentate dai tuoi potenziali clienti.
Oltre a una grande visibilità, i social ti aiutano anche nella tua strategia di inbound marketing, permettendoti vicinanza immediata con il pubblico, la creazione di community e un incentivo al passaparola.
Sempre in tema di social media, un’altra tendenza di branding diventata fondamentale negli ultimi anni è l’uso di hashtag ufficiali.
Difatti, chiedendo ai tuoi clienti di pubblicare post sui propri social network relativi al loro recente acquisto dalla tua azienda e utilizzando l’hashtag, puoi estendere la tua portata ai loro follower.
Attenzione però, le pagine social vanno maneggiate con cura! E’ importante creare profili aziendali dando rilievo e spazio a tutte le informazioni importanti riguardo al brand, aggiornare periodicamente i contenuti in modo da offrire contenuti utili e di valore con i tuoi post social, interagire costantemente con gli utenti, sia invitando all’azione sia rispondendo ai loro commenti e dubbi.

social media brand 2022

Branding Phygital

Trovare un equilibrio tra le esperienze dei clienti digitali e fisiche è diventato ancora più cruciale ai tempi del COVID-19.
Ma cos’è “Phygital”?
È una parola composta da Physical (off line) e Digital (on line): con Phygital Marketing si intendono quelle attività utili a creare una relazione omnicanale, un supporto che connetta il brand alle persone e viceversa, sia nel mondo reale che in quello digitale.
Nato dalla fusione tra le attività e le tecnologie, il Phygital comprende tutte quelle azioni di marketing che brand e aziende possono mettere in atto per creare un ecosistema integrato in cui il mondo fisico e la dimensione digitale convivono, ad esempio approfittando dell’Internet delle Cose (I.o.T.), dei Social Media, della Customer Relationship Management (CRM), del web, degli smartphones.
In poche parole, le campagne Phygital sono create per sfumare i confini tra strategie fisiche e digitali. Con questi, puoi offrire ai tuoi clienti un’esperienza più unica e memorabile del tuo marchio. Per non parlare del fatto che offri anche opzioni ai tuoi clienti per provare i tuoi prodotti e servizi nella sicurezza delle loro case.
Ad esempio, Audi utilizza la tecnologia della realtà aumentata e i touchscreen nel suo showroom di Londra. Con questo, i visitatori possono esplorare le diverse caratteristiche delle auto in vendita prima ancora di ispezionare il veicolo reale.

 

Iniziative di Brand Identity Sostenibile

E’ l’ultima frontiera del branding: gli studi hanno dimostrato che l’88% dei consumatori crede che le aziende possano influenzare il cambiamento sociale (GSG). Pertanto, dovrebbero assumere un ruolo guida nell’affrontare le questioni ambientali fornendo prodotti più sostenibili. Inoltre, gli acquirenti al giorno d’oggi sono più consapevoli di ciò che acquistano. Fanno un punto per optare per marchi più sostenibili ogni volta che possono.
Non sorprende dunque che molti marchi, anche famosi, stiano implementando pratiche operative sostenibili e processi aziendali etici. In questo modo, possono soddisfare le esigenze del consumismo verde e guadagnare la fiducia e la fedeltà dei loro clienti.
Insomma sono davvero tante le nuove frontiere dell’identità del marchio, importanti da tenere d’occhio se sei una start up o se hai la voglia di un restyling della tua immagine. Speriamo che la nostra raccolta di tendenze del marchio sia stata in grado di far luce sulle strategie emergenti nel settore.

social logo sostenibile libellula

Principali tipi di contenuto utilizzati dai marketer

Gli esseri umani sono creature visive.
Siamo più bravi a memorizzare le immagini rispetto a qualsiasi altra forma di contenuto. Dal punto di vista del marketing del marchio, ciò non significa che tutti i tipi di contenuto visivo possano suscitare la stessa risposta dal mercato di riferimento.

Uno studio pubblicato da PR News ha rilevato che i contenuti online con buone immagini ricevono il 94% di visualizzazioni in più rispetto a quelli senza. Ciò è attribuito al fatto che questo tipo di contenuto visivo mira a promuovere il tuo marchio senza il rischio di pubblicità esplicite.

I contenuti visivi come GIF, grafici, infografiche e video ti consentono di generare nuovi lead in modo più efficace sui social media. Hanno una possibilità migliore di essere notati rispetto agli annunci Facebook o Google Ads che espongono semplicemente i prodotti che hai da offrire. Questo è importante soprattutto ora che Facebook ha cambiato il suo algoritmo per concentrare i feed di notizie su amici e familiari anziché sugli annunci pubblicitari. Di conseguenza, vedrai che molti marketer B2C (54%) si concentrano sulla creazione di video e webinar (Content Marketing Institute, 2020) e questi vengono spesso utilizzati insieme ai contenuti dei social media per aumentarne l’efficienza.

Ovviamente, prima di sfruttare questa strategia, assicurati di creare elementi visivi che riflettano l’estetica del tuo marchio. Ad esempio, se si tratta di un’infografica, usa il tuo stile di carattere ufficiale o decorala utilizzando la tua combinazione di colori. Se si tratta di un video, aggiungi il tuo logo nell’angolo inferiore del video. In questo modo, i clienti sanno che hai prodotto il contenuto. Ciò ti consente di pubblicizzare in modo sottile il tuo marchio.

Contenuti dei social media 94%
I post del blog 80%
Newsletter 74%
Video (Livestream) 66%
Infografiche 54%
Eventi di persona 50%

Micro-Influencer Partnerships

Secondo TEDx Talk di Rachel David, gli influencer svolgono un ruolo importante nelle moderne strategie di marketing del marchio. Se riesci a ottenere l’influencer giusto, non devi più preoccuparti di raggiungere un pubblico interessato alla tua nicchia. Queste persone si sono già affermate come un’autorità nel loro campo e hanno un esercito di seguaci e un pubblico coinvolto.

L’industria dei giochi utilizza maggiormente le partnership di influencer, grazie alla sua ampia quota di mercato nello spazio di streaming video. Il secondo più famoso al mondo YouTuber, Felix Kjellberg alias “PewDiePie” ha eseguito un semplice video di 11 minuti di Vainglory di Super Evil Megacorp nel 2015 con i suoi fan. Il video ha accumulato fino ad oggi 2,2 milioni di visualizzazioni!

Allo stesso modo, il gioco pubblicato da Electronic Arts, Apex Legend, ha sponsorizzato un torneo di battle royale nella vita reale con un montepremi di $ 200.000 in palio. Ha recitato 39 YouTuber con un numero di iscritti che variava da un milione a 11 milioni.

Con risultati come questi, non sorprende che il 79% dei brand manager abbia investito nell’influencer marketing nell’ultimo anno, mentre il 22% ha pianificato di utilizzarlo per la prima volta (Bynder, 2018).

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