Packaging di successo: Il caso Tiffany & Co.

Se pensi al brand Tiffany qual è la prima cosa che ti viene in mente? Uno dei suoi gioielli oppure la loro confezione?

Diciamocelo, tutti conoscono molto meglio la famosa Tiffany’s Box che il suo contenuto. La celebre scatolina dall’inconfondibile colore avvolta da un elegante nastro bianco è l’esempio più concreto a dimostrazione dell’importanza del packaging.

Ogni altro brand di gioielleria (e non solo) ucciderebbe per avere una tale riconoscibilità e come ha riportato da Bernd H. Schmitt nel suo libro ‘Experiential Marketing’, “è successo più di una volta che qualcuno ha messo un regalo, acquistato altrove, in una scatola di Tiffany per valorizzarla”.

Ma come ha fatto il packaging Tiffany a diventare l’incarnazione dei desideri di ogni donna?

La storia

Charles Lewis Tiffany ha dato vita all’impero Tiffany con un negozio di “cancelleria e oggettistica” al 259 di Broadway, a New York, grazie a un prestito di 1.000 dollari dal padre. Inizialmente il negozio vendeva beni di vario genere, poi col tempo il brand si è specializzato nella vendita di gioielli e diamanti.

Il punto di svolta si è avuto quando l’azienda ha introdotto il suo anello di fidanzamento con diamanti nel 1886: la Tiffany Blue Box è diventata desiderata quanto l’anello stesso, o qualsiasi altra cosa sarebbe stata all’interno. Dopo poco addirittura alcune testate giornalistiche iniziarono a parlare della Blue Box come di qualcosa dal valore inestimabile, non quantificabile e senza prezzo, al pari dei gioielli Tiffany.

Ad acuire il successo di Tiffany & Co. è stato il film “Colazione da Tiffany” tratto dal romanzo di Truman Capote del 1958 ed interpretato da una giovane e bellissima Audrey Hepburn. Il brand ha messo a disposizione il suo store come set per le riprese, ma ha proibito categoricamente la comparsa delle famose scatoline nel film.

Packaging di successo

L’aspetto più evidente e caratterizzante del packaging di Tiffany è senza dubbio il colore. Il turchese Pantone No. 1837 è stato brevettato e dal 1998 non è disponibile in commercio. Il colore quindi, così come la scatola, il nastro di raso bianco legato intorno ed il termine “Tiffany Blue Box”, sono stati registrati come marchi di fabbrica e non sono riproducibili da altre aziende.

Pare che il colore delle scatoline sia stato scelto per ricordare la popolarità di alcuni gioielli molto in voga all’epoca dell’ideazione del design.

Sei ancora convinto che basti avere un buon prodotto per avere successo su scala mondiale? Credi tuttora che il packaging sia solo un aspetto marginale?

Se vuoi scoprire in che modo puoi realizzare un packaging di successo, coerente con il carattere del tuo brand e che ti renda unico e riconoscibile al pubblico, lasciaci i tuoi recapiti e ti contatteremo presto per una consulenza totalmente gratuita.