5 consigli per fare marketing turistico attraverso i social - Libellula Grafica Lab

5 consigli per fare marketing turistico attraverso i social

Una città, un paese, un’attività ricettiva possono essere promossi a tutti gli effetti come prodotti e/o servizi. Viene da sé che le modalità di promozione di un territorio siano molto diverse da quelle di un prodotto. Ciò che però è importante tenere a mente è che le regole e le procedure da seguire sono rigorosamente le stesse.
Vediamo insieme come fare marketing turistico attraverso i social con questi 5 preziosi consigli:

#1 Creare un piano di marketing turistico

Può sembrare un passaggio inutile e banale ma la realizzazione di un business plan di marketing è, anche nel settore del turismo, il primo e più cruciale step da affrontare. Senza una pianificazione strutturata si rischia di brancolare nel buio, di non riuscire a definire degli obiettivi chiari e di non monitorare correttamente i risultati.

#2 Affidati all’influencing marketing

Se tutti si affidano all’influencing marketing, un motivo c’è: funziona! Associare l’immagine di un blogger, di un influencer o di uno Youtuber ad un’attività ricettiva o a servizi turistici di vario tipo può apportare notevoli benefici. Sfruttando l’engagement (tasso di coinvolgimento) e il gran numero di persone che seguono un volto noto, si può aumentare in proporzione la visibilità della propria attività.

#3 Crea una community

Per ogni cosa che si vuole offrire, ci sono già molte persone che hanno qualcosa da dire e domande da porre. E’ cosa buona e giusta canalizzare questi contenuti per condurli dritti dritti alla tua attività turistica. Crea dei gruppi su Facebook o su Telegram, o delle piattaforme di discussione come un forum e fai parlare di te!

#4 Organizza contest e challenge

Tutti amano poter interagire con i social, poter partecipare attivamente e (perché no?) anche vincere qualcosa. Le challenge sono un contenuto che diventa facilmente virale e con i contest puntare sul passa-parola è super semplice. Quindi cosa aspetti? Crea un’attività di questo tipo e metti in palio un piccolo premio, le persone saranno liete di farti un po’ di pubblicità.

#5 Riposta i contenuti dei tuoi follower

Anche nel settore del turismo le persone amano prendere decisioni in base all’esperienza di vita reale di altri. La fiducia generata da una recensione positiva o anche dalla foto di un altro utente sarà molto più influente di qualsiasi altra forma di promozione. Quindi affidati al social mention e ricondividi i contenuti dei tuoi follower con la tua rete.

Bene, è il momento di incominciare!

Fai tesoro di questi consigli per lanciare la tua attività con il marketing turistico. Se vuoi saperne di più su come promuovere un territorio, un servizio per turisti o un’attività ricettiva richiedi una consulenza gratuita e troveremo insieme a te gli strumenti e le modalità che si adattano meglio ai tuoi obiettivi.


Libellula Grafica Lab

4 Consigli di marketing per le PMI

Hai una PMI ed i tuoi affari non decollano? Il segreto sta nel marketing!

Il segreto, ormai non troppo, del nuovo millennio è la comunicazione su internet. Ormai le aziende hanno spostato la loro pubblicità sul web, il pubblico ormai è bombardato, consapevolmente o non, da messaggi pubblicitari sui social e nelle loro email.

Questo marketing 4.0 (come lo ha definito Kotler, il padre del marketing) richiede però tempo ed un dispendio di energie non indifferente.

Soprattutto nelle piccole attività o medie imprese non ci sono reparti marketing dedicati ed i titolari o dipendenti non hanno il tempo necessario per dedicarsi a questo genere di attività.

Per questo motivo il lavoro viene delegato a professionisti, come consulenti di marketing o ad agenzie che si occupano di tutta la parte strategica e comunicativa.

Per non risultare impreparati sull’argomento o per provare da soli questo genere di attività, abbiamo per voi una lista di 4 consigli di marketing per le PMI.

Scegli la strategia giusta

“Prova così, un mio amico ha ottenuto tantissimi clienti…”.

Quante volte abbiamo sentito queste o altre parole, dove un amico o un “cugino” ha ottenuto ottimi risultati con una determinata strategia? Spesso venivano accompagnate da un invito a fare lo stesso, come se fosse una formula magica preconfezionata di sicuro successo!

Purtroppo (o per fortuna), il Marketing non è una scienza certa e ciò che ha funzionato per qualcuno non è detto che funzioni per un altro, soprattutto in settori diversi.

Per questo bisogna studiare bene il proprio target e trovare la strategia giusta per intercettarlo.

Come? Una buona base di partenza può essere la propria clientela e quindi rivolgersi ad una clientela simile che ancora non abbiamo raggiunto; oppure si può provare ad espandere la propria clientela con diverse strategie e monitorare quali portano i risultati sperati.

Ottieni leads

Qual è il primo obiettivo di questo genere di campagne pubblicitarie?

Vendere!

E come farlo?

Avendo clienti!

Per avere nuovi clienti bisogna però prima generare i contatti.

(Si l’abbiamo già detto che è un lavoraccio!!)

Vi sono diversi modi per generare contatti e, come già detto per le strategie, non è detto che un metodo funzioni per tutti.

Ci sono diversi casi di successo dove aziende importanti hanno ottenuto leads attraverso campagne di leads generation sui diversi social o con landing page.

Altre invece che con le stesse campagne hanno letteralmente floppato.

Quello che sta andando sempre di più nell’ultimo periodo è il lead attraverso il chatbot.

Questo è un simpatico metodo per ottenere informazioni e generare leads ed in contemporanea trasformare il pubblico freddo nel cosiddetto pubblico tiepido (Funnel)

Trasforma il lead in cliente

Ora che abbiamo il contatto dobbiamo continuare la nostra strategia per trasformarlo in cliente.

Ecco che entrano in gioco Call Center, Email/SMS/Whatsapp Marketing. Nel primo caso spesso si delega per l’appunto a call center esterni, o se la mole di contatti è piccola si può destinare una persona a fare il lavoro sporco (abbiamo già detto che è un lavoraccio?!).

Nel secondo caso vi sono diversi servizi online che possono, con una piccola spesa, impostare vere e proprie campagne di DEM (Direct email marketing, ndr).

Vi sono anche delle “applicazioni” che automatizzano il tutto, dall’acquisto del contatto, alla campagna DEM, passando per la creazione del database. Questi sono i cosiddetti CRM.

Cura il tuo contatto

Una volta trasformato il lead da pubblico tiepido a pubblico caldo, siamo pronti a vendere i nostri prodotti o servizi al cliente.

Ma non è finita qui!

Ricordati che il cliente può sempre tornare a comprare da te o che possa consigliarti ad amici e parenti. Perché è vero che il marketing 4.0 è il futuro, ma il passaparola è un marketing che non tramonta mai!

Resta sempre aggiornato sulle tendenze nel settore della comunicazione seguendo il nostro blog!

Se invece sei interessato ai nostri servizi di agenzia, visita il nostro sito e richiedi un preventivo online.


Cos'è IG TV e come funziona - Libellula Grafica Lab

IGTV cos'è e come funziona

Dopo le stories il vero punto di forza di Instagram è la rivoluzionaria app IGTV. Ma cos’è IGTV, come funziona e soprattutto perché IGTV è tanto amata dai content creator?

IGTV cosa significa

Facciamo un passo indietro e scopriamo la storia che ha portato alla nascita di questo strumento. Analizziamo i due social network per eccellenza: Instagram e Facebook. Partiamo dal fratello maggiore. Si dice che ormai Facebook sia un posto per “vecchi” e che lo scettro di social network dei Millennials sia ufficialmente passato ad Instagram. Sarà vero? Ricordiamo che la prima creatura di Zuckerberg ha mosso i suoi primi passi in Italia nel lontano 2008. Quindi basta fare due conti per capire che gli adolescenti di 11 anni fa oggi sono degli adulti, molti dei quali con famiglia e figli.

Instagram nasce ufficialmente il 6 Ottobre del 2010 ma è solo due anni dopo che entra a far parte della grande famiglia di Zuckerberg. Da lì è storia nota. Quasi 1 miliardo di utenti attivi in tutto il mondo nel 2019 e un profilo pubblicitario che fa gola a tanti marketers. L’utenza di Instagram è infatti tra le più equilibrate di tutti i social: 50% di uomini e 50% di donne concentrati nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34. Ma il vero punto di forza di Instagram è il suo appeal visivo: le immagini, i video, la fanno da padrona mentre il testo è mero accompagnamento e funziona soprattutto quando è in forma di hashtag, etichette che categorizzano il contenuto. Nel 2016 su Instagram approdano le stories: è la prima piccola rivoluzione. Nel Giugno 2018 nasce IGTV ed è boom di gradimento.

IGTV cos'è e come funziona

IGTV, l’ultimo arrivato in casa Instagram, è una piattaforma per video verticali in 9:16 a schermo intero. Vediamo nel dettaglio cos'è e come funziona IGTV. Cosa li differenzia dai video in feed e dalle stories? In primo luogo la durata. Si perché i video di IGTV possono avere una durata che va dai 15 secondi ai 10 minuti, in casi eccezionali anche 60 minuti se l’account è verificato o particolarmente grande e se i contenuti sono caricati da desktop. Come una vera TV ci sono dei canali. In questo caso il content creator è il canale stesso: ogni volta che seguiamo un account abbiamo accesso alla sua IGTV. In più nella sezione “esplora” possiamo cercare i contenuti video in base alle nostre preferenze e possiamo interagire con essi facendo swipe up o commentando in direct.

Perché IGTV?

Perché fare uso di IGTV? Semplice: lato creator si ha la possibilità di parlare ai propri follower mostrandosi realmente per come sono e, soprattutto, senza dover passare per Youtube; lato user perché si ha la possibilità di fruire di contenuti più approfonditi, senza dover uscire fuori dall’app. In più IGTV è mobile first, semplice ed intuitiva. Altro aspetto, non trascurabile, è la monetizzazione. I creator possono guadagnare e far crescere i propri follower con IGTV. Grazie ad IGTV Instagram sta diventando sempre più il luogo dello storytelling per eccellenza, dove le cose e le persone che amiamo ci parlano e si raccontano “senza filtri”. Ora che sai cos'è IGTV vorresti sfruttarne le potenzialità per raggiungere i tuoi obiettivi? Bene, raccontaci il tuo progetto, insieme possiamo trovare la strategia giusta.


Tinder Marketing - Libellula Grafica Lab

Tinder Marketing

Da qualche anno a questa parte il dating online ha spopolato tra i giovani. Se prima era una curiosità tutta straniera, ora anche in Italia app come Meetic o Tinder sono un must have sui telefoni dei single. Come in tutte le app di successo, e quindi con un forte pubblico, anche le dating app sono diventate obiettivo delle aziende. Infatti la nota app di incontri online Tinder ha dato vita ad un vero e proprio fenomeno di Guerrilla Marketing, definito Tinder Marketing.

Tinder come funziona

Prima di dedicarci al Tinder Marketing e come fare una strategia, vediamo nello specifico come funziona l’app.

Tinder è l’app di incontri online più utilizzata al mondo. Vanta un pubblico di più di 100 milioni di persone, numero che fa gola alle aziende.

Il successo di Tinder è dovuto alla sua semplicità ed immediatezza.

L’iscrizione avviene tramite login di Facebook per avere una prima scrematura dei profili fake. Crei così il tuo profilo, scrivendo una mini bio e caricando qualche foto (le più carine se vuoi fare colpo!). Ora tocca alle impostazioni, quindi definire il tuo sesso e l’orientamento sessuale, il raggio di azione, definito in chilometri, ed infine il range d’età.

Definite queste cose è arrivato il momento di combinare il tuo primo incontro!

Ti verrà proposto il profilo di una persona che rientra nelle impostazioni definite precedentemente, il tuo compito sarà quello di fare uno swipe a destra se interessato o a sinistra se la persona non ti piace. Nel caso il gradimento sia reciproco, otterrai un match e potrai iniziare una chat dove giocare le tue carte ed ottenere il fatidico appuntamento!

Tinder Marketing

Ora che hai capito la sua semplicità, è chiaro anche perché ha avuto così tanto successo tra i single e di conseguenza tra le aziende.

Tinder permette già inserzioni pubblicitarie all’interno dell’app, tra un swipe ed un altro; ovviamente come qualsiasi pubblicità all’interno di un app viene vista sempre con un po’ di diffidenza. Per questo motivo, le aziende si sono inventate delle vere e proprie strategie di Guerrilla Marketing all’interno dell’app.

Tutte le strategie partono dal presupposto che l’utente dovrà credere di parlare con un corrispondente reale. Quindi bisognerà creare un profilo quanto più reale possibile ed “animarlo” con un Tinder Bot; le interazioni infatti verranno gestite dal bot e porteranno il possibile cliente ad eseguire le azioni da noi prestabilite, fino a raggiungere il nostro obiettivo (che potrà essere l’atterraggio su di un profilo social o su di una landing page).

Casi di successo

Nonostante sia una pratica poco comune ancora, vi sono già diversi casi di successo.

Il primo caso di Tinder Marketing risale al 2015. Il South by Southwest (festival musicale e cinematografico, sempre sul pezzo) per pubblicizzare la premiere del film Exmachina creò un profilo Tinder della protagonista, Ava. Alla fine della conversazione (all’apparenza una normale conversazione), l’utente approdava sul profilo Instagram del film.

La nota catena di pizzerie “Domino’s” per il giorno di San Valentino fece una campagna di Tinder Marketing creando un profilo “pizza”. L’azienda, che ottenne oltre 700 match ed una pubblicità pazzesca, regalò ai suoi “tinderini” buoni omaggio o speciali offerte per il giorno di San Valentino.

Anche in Italia ci sono stati casi di Tinder Marketing.

Skipe TV ha creato un profilo Tinder per promuovere il suo show “Call Me Bruna”. Il profilo era a nome della giovane e seducente prostituta brasiliana (che nello show racconta le sue avventure in Italia). Vi lascio immaginare il ritorno in termini di pubblico che può aver avuto il profilo della ragazza sull’app per appuntamenti.

Anche nel mondo dello sport ci sono stati casi di Tinder Marketing: un caso nostrano fu quello della società di calcio S.S.C. Napoli che creò un profilo Tinder al calciatore Arkadiusz Milik per il suo ritorno al gol. Per due settimane fu possibile “entrare in contatto” con il calciatore polacco che, alla fine, ha scelto personalmente 4 fans da incontrare.

Ma ovviamente non è sempre tutto rose e fiori.

Celebre, ma in negativo, fu la campagna di Tinder Marketing di GAP. La società di abbigliamento statunitense creò diversi profili sul noto social avviando conversazioni con tanto di frasi ammiccanti. Il problema fu che nessuno si ricordò di avvisare Tinder che di tutta risposta chiuse tutti i profili dichiarando che l’app era ad uso non commerciale.

Ora che ne sai di più sul Tinder Marketing, puoi pensare alla tua prossima campagna sulla dating, ma ricordati di utilizzare un profilo business o di avvisare Tinder!

Se non vuoi incorrere in spiacevoli epic fail, puoi anche affidarti a dei professionisti del settore. Libellula Grafica Lab ti offre sempre la soluzione migliore ed innovativa per ottenere i tuoi risultati!

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Burger King green - Libellula Grafica Lab

Il Burger King diventa Green!

Nel 2019 la salvaguardia dell’ambiente ormai è il trend principale di ogni attività. Ogni azienda ormai persegue l’obiettivo dell’ecosostenibilità. Anche la nota catena di fast food sta correndo ai ripari ed ha deciso di eliminare tutte le sorprese in plastica nei menù bambini. Il Burger King diventa Green!

 

Da dove nasce l’iniziativa

Tutto nasce dalla petizione lanciata da due bambine inglesi, Ella e Caitlin McEwan di 10 e 8 anni.

Le due sorelline, che hanno imparato molto sul tema ambientale e sull’inquinamento a scuola, hanno lanciato questa sfida ai due colossi del fast food: Burger King e McDonalds.

La richiesta delle bambine è stata molto semplice: eliminare le sorprese di plastica dai menù bambini.

“Ci piace mangiare al Burger King o al McDonalds” - affermano le due bimbe - “ma i bambini giocano sempre per qualche minuti con dei giocattoli che ci vengono dati, prima di essere buttati via andando a danneggiare gli animali ed inquinare i mari”.

La petizione ha avuto subito successo e raccolto oltre 500.000 da tutto il mondo in poco tempo.

La risposta

La soluzione di Burger King per essere Green, è stata quella di sostituire subito i suoi regali nei menù; ma non finisce qui.

L’azienda ha iniziato una campagna, portando indietro i tuoi vecchi giochi in plastica, sia di Burger King che della concorrenza, otterrai un King Junior (il menù bambino); i giochi ritirati verranno riciclati e verranno costruite nuove aree giochi per i bambini.

La concorrenza

Anche McDonald’s ha risposto alla petizione delle due bambine. La loro proposta è lasciare la scelta ai bimbi che ordinano il famoso Happy Meal; i piccoli clienti potranno scegliere se avere il giocattolo in plastica oppure una porzione di frutta.

Ricordiamo che McDonald’s, da sempre nel mirino degli attivisti, già aveva intrapreso questa sua trasformazione “eco-friendly”, cambiando il suo logo in Europa sostituto il colore rosso con il verde.

E tu? Cosa fai per essere Green?


Guida completa allo storytelling - Libellula Grafica Lab

Guida completa allo storytelling, l'arte del racconto

Cosa significa fare storytelling? Come si fa a scrivere storie che raccontano il tuo brand? Vediamolo insieme con questa guida completa allo storytelling.

Cosa significa fare storytelling

Storytelling o racconto? Cominciamo a far chiarezza. Un racconto, una storia è da sempre il più potente mezzo di comunicazione dell’uomo. Inizialmente il racconto per immagini costituiva il principale mezzo di comunicazione. Col tempo e con l’evoluzione siamo passati alla trasmissione orale e infine alla scrittura. A prescindere dal mezzo quello che rende straordinariamente forte un racconto è la sua capacità di trasmettere una realtà lontana dal nostro spazio o tempo e, a volte, metterci dentro il proprio punto di vista, renderla personale. Qui subentra lo storytelling, ovvero l’arte di costruire una storia capace di trasmettere emozioni che arrivano dritte al fruitore. Vale a dire passare dalla mera descrizione di una realtà alla sua narrazione.

Corporate Storytelling (o Storytelling aziendale)

 

La forza dello storytelling chiaramente non è passata inosservata al marketing che ne ha sfruttato le tecniche per costruire storie di brand e aziende da comunicare ai clienti attraverso ogni veicolo di comunicazione possibile. Si perché alla base di un brand vincente c’è una strategia di marketing solida ed efficace, a sua volta basata su un insieme di valori ed emozioni che confluiscono in una “storia” di marca di successo. Si ma come si racconta una storia di marca? Esistono tecniche che si servono dei diversi strumenti di comunicazione (immagini, testi) e di ogni veicolo di comunicazione possibile. Le tecniche di storytelling appunto. Vediamo quali sono e come è possibile applicarle in una strategia di marketing on e offline.

Tecniche di storytelling

La prima cosa da fare quando si decide di costruire un racconto aziendale o di marca è bene domandarsi: “chi sono adesso e chi voglio diventare? Dove sono e dove invece voglio andare? A chi voglio raccontare la mia storia?”. Una volta risposto a queste fondamentali domande passiamo a stilare una lista obiettiva e chiara di punti di forza, debolezze, bisogni espressi e inespressi del proprio target di riferimento. Ora ci resta da scegliere il tono di voce con cui vogliamo parlare ai nostri utenti. Ecco, è tutto pronto, resta solo un fattore da valutare: il veicolo. Oggi però è impensabile tenere conto di un solo veicolo di comunicazione. Nel marketing 3.0 Si parla infatti di veicolo trasmediale, ossia un insieme di diversi mezzi di comunicazione, digitali e non, che un brand deve utilizzare in modo trasversale. L’identità si fa liquida: la narrazione di un brand si frammenta in un insieme di narrazioni minori, tutte coerenti e lineari tra loro, ciascuna adatta ad un diverso veicolo di comunicazione. Tutto chiaro? Bene, passiamo alle tecniche di storytelling vere e proprie. Non ti daremo un elenco di cose da fare, di formule magiche preconfezionate: piuttosto ti diremo cosa NON fare:

 

  1. Non elencare solo i successi: racconta il percorso che ha portato il tuo brand a raggiungerli, racconta la storia dall’inizio, dall’idea alla base della tua azienda, dai sacrifici. L’interlocutore, il consumatore vuole conoscere tutto della tua storia, vuole immedesimarsi, provare empatia, sentirsi connesso ai tuoi valori
  2. Non sommergere l’interlocutore di una lista di prodotti, servizi, offerte commerciali. Arrivaci piano piano. Parla di problemi e soluzioni, di bisogni e risposte
  3. Non tergiversare: rendi chiaro chi sei, cosa fai, in quale settore del mercato ti trovi, a quale pubblico stai parlando
  4. Non dilungarti, non essere didascalico: esplora tutte le forme di creatività a disposizione, dai un abito unico al tuo racconto

     

Digital Storytelling

Il web può essere un posto fantastico dove fare storytelling. Nello spazio digitale hai a disposizione diverse piattaforme di comunicazione (Facebook, Instagram, Blog, Youtube) e diversi strumenti attraverso cui raccontare il tuo brand. Il potere dell’immagine è estremamente prezioso e va sfruttato al massimo: col visual storytelling puoi dire tanto senza parlare, quindi perché non farlo? Un’immagine può valere più di mille parole e, nel caleidoscopio della strategia di marketing, rappresenta una faccia del prisma potentissima. Ma attenzione: come sempre il fai da te non ripaga, anzi, può arrecare solo dei danni alla tua immagine.

 

Bene, ora che è chiaro cosa sia lo storytelling e come si applica ad una strategia di marketing non resta che chiederti: Hai altri dubbi? Vuoi creare una storia aziendale vincente e unica? Se si contattaci, insieme possiamo scrivere la storia di successo per la tua azienda.


Tecniche di vendita in negozio - Libellula Grafica Lab

5 tecniche di vendita in negozio

Le grandi aziende di oggi basano molto della loro strategia su studi di psicologia e tecniche di vendita in negozio ed investono nell’allestimento del punto vendita ricreando scenari grandiosi e spettacolari in cui nulla (ma proprio nulla) è lasciato al caso. Questi brand sanno bene che lo shopping non deve essere più visto semplicemente come acquistare qualcosa di cui si ha bisogno, ma come un’esperienza molto più complessa che immerge il consumatore in un’atmosfera magica di sospensione. Come ricreare quest’atmosfera nel proprio negozio? Vediamolo insieme con 5 tecniche di vendita in negozio!

1. L’occhio vuole la sua parte

Non ci sorprende che oltre il 70% dei nostri recettori siano negli occhi e che l’80% di ciò che ricordiamo è qualcosa che abbiamo visto. La vista è tra i 5 sensi, sicuramente quello a cui ci affidiamo di più e a cui, anche nel marketing, si presta più attenzione. A questo proposito è fondamentale: 1) Avere un’immagine unica e coordinata 2) Scegliere bene lo stile e i colori e fare in modo che tutto ciò che riguarda il brand rispecchi il suo carattere (brand personality) 3) Prestare grande attenzione all’illuminazione, che dovrebbe variare in base al tipo di attività che si possiede. Punti vendita come profumerie e/o store di lusso necessitano di luci calde e soffuse che creino un’ambiente accogliente; in negozi di elettronica e/o supermercati è preferibile invece una luce fredda.

CONSIGLIO: Se possiedi un negozio d’abbigliamento disponi i faretti intorno allo specchio nei camerini, come si fa in ambito teatrale. In questo modo, la luce non proverrà da un’unica direzione e “avvolgerà” il cliente attenuando le ombre e addolcendo i lineamenti. Acquisti assicurati!

2. Punta dritto al cuore del consumatore

Toccare le corde giuste è senza dubbio la chiave di volta per conquistare le emozioni del consumatore. Quali sono quelle che “vendono di più”? La nostalgia e la felicità. Ti spieghiamo perché:

-           La nostalgia è un sentimento di forte desiderio per qualcosa che appartiene al passato: se siamo in grado di generare nostalgia per i prodotti che vendiamo (come è accaduto per i pantaloni a zampa di elefante, la Polaroid e il Winner Taco) abbiamo colpito nel segno.

-           Quando siamo allegri, prendiamo decisioni in maniera più impulsiva e meno razionale, abbiamo una visione più rosea e non rimuginiamo troppo sulle cose. Come si traduce questo nello shopping? Col mettere nel carrello senza pensarci due volte. Ecco perché la felicità vende più di ogni altra emozione.

CONSIGLIO: Scegli un buon profumo da spruzzare nel tuo negozio. Gli odori sono ciò che evoca maggiormente delle emozioni e che riporta alla mente i nostri ricordi. Infatti, quello dell’olfatto è l’unico sistema sensoriale che non passa per il talamo e questo fa sì che il messaggio olfattivo arrivi prima al cervello.

3. Usa la testa!

Se è vero che quando siamo in balìa di forti emozioni ci lasciamo trasportare da queste e prendiamo delle decisioni talvolta poco ragionevoli, è anche vero che l’essere umano è un animale razionale e che, diciamocelo, pensare ci piace (…a chi più, a chi meno!).  Come il modo in cui pensiamo ci aiuta a vendere di più in negozio? Il trucco è quasi sempre nelle strategie di pricing: ad esempio potrebbe esserti utile sapere che da questo lato dell’Oceano non siamo particolarmente abili a pensare in termini di percentuali o che tra prodotti simili scegliamo quasi sempre quello di prezzo intermedio.

CONSIGLIO: Siccome l’essere umano ha la tendenza a giudicare (spesso ancora prima di avere tutte le informazioni per poterlo fare) può essere utile presentare il meglio all’entrata. E’ per questo motivo che il primo reparto di un supermercato è sempre quello della frutta e verdura. Ci avevi mai fatto caso?

4. Vivi, ma soprattutto… lascia vivere

Ce lo siamo già detti, ormai acquistare non è più soltanto comprare. Le persone vogliono vivere delle esperienze uniche ed indimenticabili anche quando fanno la spesa. Alcuni brand famosi hanno sfruttato questo concetto facendo in modo che il consumatore potesse vincere un prodotto partecipando ad un minigioco, oppure che potesse comporlo o personalizzarlo lui stesso in prima persona.

CONSIGLIO: Fai in modo che l’esperienza di acquisto sia interattiva e valuta di rendere uno o più dei tuoi prodotti personalizzabili in base ai gusti dei tuoi clienti. Se saranno partecipi della realizzazione del loro prodotto, si sentiranno ancora più coinvolti.

5. Tieniti stretti gli amici e ancora più stretti i consumatori

Avere un buon approccio con il cliente è fondamentale affinché questo si fidi di noi e torni a spendere nel nostro negozio. Inoltre, instaurare delle community o dare vita a delle piccole “tribù di consumatori”, che si riconoscono come un gruppo unico, può veramente far impennare le vendite.

CONSIGLIO: Fai in modo che gli addetti alla vendita siano persone simili a quelle che intendi raggiungere con i tuoi prodotti. Questo aiuterà ad aumentare il livello di empatia nella relazione e a migliorare la comunicazione.

 

Hai bisogno di una consulenza e/o assistenza per implementare queste ed altre tecniche di vendita in negozio? Rivolgiti a noi e fai decollare il tuo punto vendita!


Chatbot cosa sapere - Libellula Grafica Lab

Chatbot: ecco cosa sapere sui popolari software di intelligenza artificiale

Sappiamo già da tempo che tutte le novità del settore IT e, di conseguenza, anche del web marketing, viaggiano in un’unica direzione: l’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale in tutte le tecnologie e strategie di comunicazione. Questo perché l’AI ci permette di gestire la relazione con l’utente/consumatore in modo, appunto, sempre più intelligente, simulando artificialmente un comportamento “razionale”, umano. Primeggia tra tutti i sistemi di AI uno strumento che sta diventando sempre più prezioso per le aziende: il chatbot. Ma vediamo bene di cosa si tratta.

 

Chatbot cos’è e come funziona

 

Vediamo qualche esempio concreto. Avete presente quei messaggi di posta su Facebook in cui un brand/azienda/attività introducono una conversazione facendovi una serie di domande? O quelle nuvolette che si aprono una volta atterrati su un sito web quando l’assistente virtuale tal dei tali vi chiede come può esservi d’aiuto? Ecco, stiamo parlando proprio di quello. Un chatbot è per definizione un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano all’interno di una chat, in poche parole un sistema che dialoga con te. Le tecnologie impiegate nella realizzazione di queste chat automatizzate cercano sempre più di “umanizzare” il bot e rendere la conversazione con l’utente quanto più fluida e reale è possibile. Piattaforme di messaggistica che attualmente ne fanno ampio uso sono Slack, Telegram e Facebook Messenger. Anche Google sta seguendo questa strada, sviluppando progetti che coniugano intelligenza artificiale e smartphone.

 

Come (e perché) usare un Chatbot

 

“Ok ma perché dovrei utilizzare un chatbot per la mia attività?”

 

Siamo certi tu te lo stia chiedendo. Bene, possiamo rispondere a questa domanda solo mostrandoti prima cosa sta accadendo mentre non utilizzi un chatbot sui tuoi canali social o sul tuo sito web. I vantaggi di utilizzare un chatbot a supporto di una strategia di web marketing  ti saranno poi chiari come il sole.

 

Ogni azienda/attività ha nel rapporto col cliente la chiave del suo successo. Questo perché vendere prodotti fantastici, a prezzi super o avere una brand image accattivante e dinamica non basta e non porta (da sola) risultati concreti se non curiamo aspetti come l‘assistenza pre e post vendita, la conoscenza specifica dei bisogni del cliente o se restiamo muti di fronte ad una lamentela o richiesta. Sappiamo però che la cura del cliente comporta un investimento cospicuo in termini di tempo e risorse. Quanti messaggi di posta su Facebook o Whatsapp Business non vengono mai letti? Quanti commenti ai post ignorati? Quante richieste di info sul sito web mai prese in considerazione? La risposta la conosci(amo) già. Davvero un peccato perché ogni utente ignorato è un potenziale cliente perso e non solo: il feedback che genererà (il banale passaparola) sarà negativo e ti farà perdere ancora altri clienti.

Ecco arrivati a noi: basta implementare un chatbot ai tuoi social o al tuo sito web e la gestione delle conversazioni con i clienti può essere organizzata e gestita in maniera ordinata ed efficiente. Puoi utilizzare il tuo chatbot in diversi modi e per varie esigenze:

 

  • Assistenza nel pre e post vendita
  • Guida all’acquisto
  • Brand Reputation
  • Generazione contatti
  • Analisi sulle abitudini d’acquisto
  • Intercettare i bisogni inespressi dei clienti

 

Basta stilare una lista di domande da fare all’utente e guidarli nella conversazione per ottenere le informazioni desiderate.

 

Ma vediamo nel dettaglio come creare un chatbot.

 

Come creare un chatbot Facebook

 

Perché spiegarti come creare un chatbot partendo proprio da Facebook? Semplice, perché li trovi 2,2 miliardi di utenti attivi al mese e 1,3 miliardi di utenti usano Messenger come chat. Immagina la scena: vedi qualcosa che ti piace, vai su Facebook e mandi un messaggio. La risposta è immediata ma soprattutto concreta e utile. Che ne pensi?

 

In più Facebook ti fornisce tutti gli strumenti utili a realizzare un chatbot semplice ed efficace, a pagamento o meno. Ti spieghiamo qui di seguito come creare un chatbot su Facebook sfruttando al massimo Messenger.

 

Il meccanismo alla base è semplice. L’utente si lascia guidare dalla conversazione che tu hai costruito basandoti su una semplice domanda: cosa vuoi ottenere dalla chat? Stabilito l’obiettivo dovrai creare una serie di messaggi di benvenuto e di domande che porteranno l’utente dove tu vuoi che vada. Infine puoi veicolare l’utente ad un link esterno del tuo sito web, a seconda che tu voglia fargli visitare le pagine prodotto o voglia farlo iscrivere ad una newsletter o richiedere un preventivo.

Puoi servirti di piattaforme esterne che ti semplificano il lavoro (ManyChat, Onsequel, Chatfuel, Botsify) o utilizzare il messaggio sponsorizzato di Facebook. Quest’ultimo è uno strumento semplice ed utile per impostare dei messaggi di posta automatizzati e personalizzati ed ottenere contatti, aumentare le vendite e rispondere alle domande dei tuoi clienti usando il Business Manager di Facebook. Basta accedere a Gestione Inserzioni e creare un ad scegliendo l’obiettivo Messaggi. Li poi bisogna impostare target, budget e durata e creare il testo del messaggio con le relative opzioni di risposta ed il gioco è fatto. Chiaramente se non hai dimestichezza col Business Manager di Facebook ti consigliamo di rivolgerti a professionisti del social media marketing per non disperdere inutilmente il tuo budget.

 

Vantaggi e svantaggi del Chatbot

 

Avere un chatbot serve davvero? Questa domanda la lasciamo aperta. I vantaggi di utilizzare un chatbot te li abbiamo spiegati nei precedenti paragrafi quanto agli svantaggi… stiamo parlando sempre di un sistema di automazione che per quanto intelligente ha dei limiti e non può cogliere certe sfumature dell’interazione umana. Quindi per noi, come sempre, la verità sta nel mezzo. Un chatbot è uno strumento potentissimo e molto utile se usato nell’ambito di una più ampia strategia social che prevede più step nel funnel di conversione. Ma se credi di poter delegare tutto il lavoro ad un bot beh… sei sulla strada sbagliata.

 

Utilizza un chatbot per la tua azienda

 

Se credi che questo strumento sia utile per gli obiettivi di crescita della tua azienda/brand/attività puoi contattarci e richiedere una consulenza ai nostri esperti di web marketing. Insieme troveremo la soluzione più adatta a te!


Contest Marketing

Contest marketing: cos'è e tools utili

Nell’era dei social, tutte le attività cercano sempre più visibilità su queste piattaforme; la visibilità organica su Facebook ed Instagram però è in calo. Oltre le classiche sponsorizzate, uno dei metodi che funziona sempre e che viene utilizzato tanto dalle aziende e piccole attività è quello del contest marketing. Andiamo ad approfondire di più l’argomento

Cos’è un contest?

Un Contest (o concorso in italiano) nel mondo del marketing è una strategia per ottenere risultati attraverso il coinvolgimento attivo del pubblico. Esso infatti, grazie alle sue caratteristiche, è capace di concentrare l’attenzione dell’utente.

Il coinvolgimento del pubblico può essere di diverso genere, va dal semplice “like” all’iscrizione ad un form, fino ad arrivare alla creazione di contenuto da parte dell’utente stesso, tutto questo in cambio di un premio o visibilità.

Ovviamente come per qualsiasi concorso a premi c’è tutta una legislazione che lo regola. Il d.P.R. 430/2001, il Codice Civile e le FAQ ministeriali di luglio 2018 forniscono tutte le linee guida per organizzare un contest a norma di legge italiana, spiegando nel dettaglio anche le sanzioni in caso di violazione della normativa. Per questo, prima di fare contest marketing per la tua attività è sempre bene leggersi la normativa.

Quali obiettivi seguire?

Ma veniamo a noi.

Una volta capito come organizzare un contest legale, dobbiamo determinare qual è il nostro obiettivo.

Ce ne sono di 3 tipi: Lead Generation, Brand Awareness, Engagement.

L’obiettivo di Lead Generation serve per la generazione di contatti. Se sei un’azienda e vuoi creare un tuo database di contatti su cui poi agire attraverso DEM o Remarketing, l’obiettivo di Lead Generation è l’ideale.

Con Brand Awareness si intende la riconoscibilità del marchio. Una strategia di questo genere punta a far conoscere il proprio brand all’utenza e spesso è utilizzata dalle aziende in fase di start up.

L’obiettivo di Engagement è molto semplice: si utilizzare per aumentare il numero di interazioni con la pagina social (like, commenti e condivisioni).

Ma vediamo nello specifico i modi per raggiungere i nostri obiettivi.

Lead Generation

Come abbiamo già detto l’obiettivo di Lead Generation viene utilizzato per generare contatti. Il contatto è il bene più prezioso per un’azienda sul web, quindi l’utente difficilmente tende a regalarlo. Quindi come ottenere questi contatti?

Attraverso il contest le persone lasciano i loro dati in cambio della possibilità di vincere un premio.

I metodi utilizzati dalle aziende sono:

  • Giveaway: l’utente compila un form con i propri dati per partecipare all’estrazione del premio;
  • Instant Win: l’utente fornisce i proprio dati e scopre subito se ha vinto;
  • Rush and Win: l’utente compila il form e solo i più veloci vincono;
  • Coupon: l’utente inserendo i propri dati riceverà in un secondo momento un coupon con dei vantaggi.

Brand Awareness

Per quanto riguarda l’obiettivo di Brand Awareness, un contest di questo genere viene utilizzato dai brand per lanciarsi e/o spiccare tra la moltitudine di competitors.

Anche in questo caso abbiamo diverse possibilità:

Il contest su instagram: L’utente posta una foto sul proprio Feed, taggando il profilo del marchio o condividendola sotto il post del contest. In questo modo l’azienda otterrà la visibilità tra i follower dell’utente che a loro volta potrebbero partecipare al contest, diventando un contest virale.

Foto o Video Contest: l’utente carica una foto o un video per partecipare al contest e condivide il post con amici invitandoli a partecipare.

Foto Frame: l’utente posterà una foto applicando una cornice contenente il logo dell’azienda.

Engagement

Vediamo infine i contest con l’obiettivo dell’Engagement. Come detto in precedenza, esso viene utilizzato per ottenere interazioni con i post della pagina.

Qui i metodi sono generalmente più semplici.

Come la Giveaway per la Lead Generation, si può offrire un premio sorteggiato in cambio di like o commenti.

Si possono anche condividere contenuti degli utenti e creare un contest tra gli stessi utenti dove chi ottiene più like vince. In questo caso saranno stesso gli utenti a pubblicizzare i loro contenuti e renderli virali.

Quali tool utilizzare.

Dunque abbiamo visto gli obiettivi e le modalità, ma quali tool possono esserci utili per realizzare il nostro contest?

1- Fanpage Karma

La prima che voglio segnalarvi è il sito numero uno per la gestione di pagine social: Fanpage Kamra.

Tra le tante funzioni di Fanpage Karma, ce n’è una, gratuita, che ti permette di ottenere in automatico l’estrazione di un vincitore in un contest per engagement. Andando nella sezione “More” del sito c’è la funzione “Competition Good Luck Fairy”; inserendo l’url del post del contest in automatico il sito ti genererà diversi vincitori in base al tipo di interazione (Sorteggiato tra i commenti, like o altro). Inoltre ti da la possibilità in automatico di condividere il vincitore creando un post con una grafica molto semplice.

Un’altra funzione molto interessante del sito è la funzione “Competition” che mette in competizione due pagine di due brand ottenendo il vincitore sulla base del numero di followers, la crescita settimanale dei followers, le interazioni e la crescita giornaliera dell’engagement, la percentuale di risposta della pagina.

2- Wishpond

Il sito da la possibilità di creare diverse tipologie di contest, come Giveaway o Coupon in caso di Lead Generation, seguendo anche la parte di DEM.

Inoltre ti permette di creare una galleria fotografica per gestire un contest per engagement con contenuti creati dagli utenti.

3- Heyo

Più completa di Wishpond, ti permette di fare contest per perseguire ogni obiettivo.

Molto semplice da utilizzare grazie alla funzione “drag and drop”, si adatta a qualsiasi dispositivo ed è già integrata con PayPal.

Il costo è di 45$ al mese per la versione base, 25$ al mese se si sottoscrive un abbonamento annuale.

4- TabSite

L’alternativa ad Heyo è TabSite. Il sito permette una serie di funzioni standard o premium per generare la tipologia di contest più adatta a te. In più ad Heyo da la possibilità di integrare anche Pinterest e Youtube. Il costo è di 30$ al mese per la versione base, ma con l’abbonamento annuale ti regalano 2 mesi.

5- Leevia

Invece se vuoi una soluzione nostrana c’è Leevia. Leevia ti mette a disposizione una serie di tools per organizzare i tuoi contest in base all’obiettivo. C’è anche un’interessante sezione sulla Gamification. Per quanto riguarda i costi, si può richiedere una Demo registrandosi al sito.

Sul web è possibile trovare una miriade di siti/app che ti offrono la possibilità di fare contest marketing.

Noi vi abbiamo citato i più conosciuti.

E voi quale utilizzate?


vanity metrics

Vanity Metrics e meccanismo di riprova sociale: quando i follower non contano

Si chiamano Vanity Metrics e possono essere il tuo peggior nemico se non le conosci a fondo. Se gestisci canali social per una tua attività o per conto di uno o più clienti, è bene che tu sia informato su quali sono i valori da tenere in considerazione nel momento in cui elabori una strategia. Beh, cominciamo col dire che le Vanity Metrics non rientrano tra questi e qui ti spieghiamo perché.

Sii sincero, la prima cosa su cui cade l’occhio ogni volta che visiti un profilo Instagram o Facebook è il numero di follower o di like alle foto, giusto? Sono proprio queste le varianti che non dovresti considerare a fine mese, quando elabori report da mostrare al cliente, e il motivo è semplice: il loro valore è nullo. Qual è il contributo che 1.000 like a una foto possono portare al tuo ROI? Se un follower non si converte in cliente pagante, potrai averne milioni ma non servirà a niente.

Attenzione, non ti stiamo dicendo di ignorare totalmente like, follower, commenti e condivisioni, dato che sono comunque una buona base da cui partire. L’importante è solo non focalizzarsi totalmente su certi obiettivi anziché su altri.

Ad esempio, poniamo il caso tu abbia una pizzeria e voglia sponsorizzare tramite Instagram il tuo locale, le tue specialità e il servizio di consegna a domicilio. Di sicuro avere tanti follower non ti servirà se poi nessuno di questi viene a trovarti per assaggiare le tue pizze. I valori da tenere in considerazione sono ben altri per capire se la tua strategia social sta funzionando. Tra questi ci sono i messaggi (magari ti chiedono dove ti trovi oppure vogliono informazioni sulla tua cucina), i click sulle indicazioni stradali (forse desiderano venirti a trovare e si stanno informando sul luogo in cui ti trovi), le chiamate (per ricevere prenotazioni e ordini a domicilio) e tutto ciò che implica un’azione concreta da parte dell’utente perché realmente interessato alla tua attività.

Ora ti starai domandando: se queste sono metriche di vanità, allora cosa mi dite di Chiara Ferragni? Per l’influencer marketing c’è un discorso a parte. Di sicuro i numeri della fashion blogger sono impressionanti e lei è stata molto brava a creare un business da zero partendo da un blog e da una pagina Instagram, ma allo stesso tempo la sua forza sta nel contenuto: la sua capacità di pilotare le scelte d’acquisto degli utenti fa fatturare miliardi ad aziende di tutto il mondo. Immagina per un attimo gli insight del suo profilo: di sicuro i dati su cui soffermarsi non sono il numero di follower, i commenti e i like alle foto. Non si può dire lo stesso di Ariana Renee, influencer da 2.6 milioni di follower che non è riuscita a vendere la ridicola cifra di 36 magliette del suo brand Era tramite la piattaforma fotografica di Mark Zuckerberg. Come vedi è tutto relativo e il fatto che tu abbia migliaia di seguaci o meno sui profili social non vuol dire nulla se le conversioni stanno a zero. E tu, marketer, cosa credi che vogliano i tuoi clienti? Nient’altro che i ricavi dei loro investimenti pubblicitari.

Un’importante novità, a tal proposito, è stata introdotta da Instagram nelle ultime settimane e a breve sarà disponibile per tutti i profili: il numero di like ai post, infatti, sarà nascosto agli utenti. Spesso si è portati a lasciare un cuoricino o una reaction perché questa o quella foto ha già ottenuto un consistente numero di consensi, mentre altri contenuti simili che non hanno lo stesso appeal non ottengono lo stesso successo. Per far sì che il meccanismo della riprova sociale non diventi una lama a doppio taglio (siamo maggiormente portati a compiere azioni che conoscenti o in molti hanno già fatto, ma cosa accade quando questo sposta il focus dal contenuto?), ecco che i cervelloni di Menlo Park corrono ai ripari con questo escamotage.

Tu cosa ne pensi di questo provvedimento introdotto da Instagram e delle Vanity Metrics in generale? Raccontaci la tua esperienza nei commenti e continua a seguirci per tante novità sul digital marketing!