Da qualche anno a questa parte il dating online ha spopolato tra i giovani. Se prima era una curiosità tutta straniera, ora anche in Italia app come Meetic o Tinder sono un must have sui telefoni dei single. Come in tutte le app di successo, e quindi con un forte pubblico, anche le dating app sono diventate obiettivo delle aziende. Infatti la nota app di incontri online Tinder ha dato vita ad un vero e proprio fenomeno di Guerrilla Marketing, definito Tinder Marketing.

Tinder come funziona

Prima di dedicarci al Tinder Marketing e come fare una strategia, vediamo nello specifico come funziona l’app.

Tinder è l’app di incontri online più utilizzata al mondo. Vanta un pubblico di più di 100 milioni di persone, numero che fa gola alle aziende.

Il successo di Tinder è dovuto alla sua semplicità ed immediatezza.

L’iscrizione avviene tramite login di Facebook per avere una prima scrematura dei profili fake. Crei così il tuo profilo, scrivendo una mini bio e caricando qualche foto (le più carine se vuoi fare colpo!). Ora tocca alle impostazioni, quindi definire il tuo sesso e l’orientamento sessuale, il raggio di azione, definito in chilometri, ed infine il range d’età.

Definite queste cose è arrivato il momento di combinare il tuo primo incontro!

Ti verrà proposto il profilo di una persona che rientra nelle impostazioni definite precedentemente, il tuo compito sarà quello di fare uno swipe a destra se interessato o a sinistra se la persona non ti piace. Nel caso il gradimento sia reciproco, otterrai un match e potrai iniziare una chat dove giocare le tue carte ed ottenere il fatidico appuntamento!

Tinder Marketing

Ora che hai capito la sua semplicità, è chiaro anche perché ha avuto così tanto successo tra i single e di conseguenza tra le aziende.

Tinder permette già inserzioni pubblicitarie all’interno dell’app, tra un swipe ed un altro; ovviamente come qualsiasi pubblicità all’interno di un app viene vista sempre con un po’ di diffidenza. Per questo motivo, le aziende si sono inventate delle vere e proprie strategie di Guerrilla Marketing all’interno dell’app.

Tutte le strategie partono dal presupposto che l’utente dovrà credere di parlare con un corrispondente reale. Quindi bisognerà creare un profilo quanto più reale possibile ed “animarlo” con un Tinder Bot; le interazioni infatti verranno gestite dal bot e porteranno il possibile cliente ad eseguire le azioni da noi prestabilite, fino a raggiungere il nostro obiettivo (che potrà essere l’atterraggio su di un profilo social o su di una landing page).

Casi di successo

Nonostante sia una pratica poco comune ancora, vi sono già diversi casi di successo.

Il primo caso di Tinder Marketing risale al 2015. Il South by Southwest (festival musicale e cinematografico, sempre sul pezzo) per pubblicizzare la premiere del film Exmachina creò un profilo Tinder della protagonista, Ava. Alla fine della conversazione (all’apparenza una normale conversazione), l’utente approdava sul profilo Instagram del film.

La nota catena di pizzerie “Domino’s” per il giorno di San Valentino fece una campagna di Tinder Marketing creando un profilo “pizza”. L’azienda, che ottenne oltre 700 match ed una pubblicità pazzesca, regalò ai suoi “tinderini” buoni omaggio o speciali offerte per il giorno di San Valentino.

Anche in Italia ci sono stati casi di Tinder Marketing.

Skipe TV ha creato un profilo Tinder per promuovere il suo show “Call Me Bruna”. Il profilo era a nome della giovane e seducente prostituta brasiliana (che nello show racconta le sue avventure in Italia). Vi lascio immaginare il ritorno in termini di pubblico che può aver avuto il profilo della ragazza sull’app per appuntamenti.

Anche nel mondo dello sport ci sono stati casi di Tinder Marketing: un caso nostrano fu quello della società di calcio S.S.C. Napoli che creò un profilo Tinder al calciatore Arkadiusz Milik per il suo ritorno al gol. Per due settimane fu possibile “entrare in contatto” con il calciatore polacco che, alla fine, ha scelto personalmente 4 fans da incontrare.

Ma ovviamente non è sempre tutto rose e fiori.

Celebre, ma in negativo, fu la campagna di Tinder Marketing di GAP. La società di abbigliamento statunitense creò diversi profili sul noto social avviando conversazioni con tanto di frasi ammiccanti. Il problema fu che nessuno si ricordò di avvisare Tinder che di tutta risposta chiuse tutti i profili dichiarando che l’app era ad uso non commerciale.

Ora che ne sai di più sul Tinder Marketing, puoi pensare alla tua prossima campagna sulla dating, ma ricordati di utilizzare un profilo business o di avvisare Tinder!

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